giovedì 21 aprile 2011

Omar Rodriguez Lopez – Telesterion (Recensione)

Cari lettori questa è la centesima recensione di Stordisco, in due mesi buoni di lavoro stordente io e Omar Rodriguez Lopez telepaticamente abbiamo cercato di far coincidere un po di cose. Io avevo bisogno di un artista che pubblicasse un opera devastante, ed ancora io di recensire qualcosa che facesse sentire male voi lettori.
Ed Omar senza esitare in occasione del Record Store Day mi ha pubblicato una bella Compilation di 37 brani. Non male come "festeggiamento" del nostro traguardo? Ma voglio che sappiate anche questa altra cosa, questa Compilation doveva esser pubblicata il 28 dicembre 2010, ma ovviamente, attraverso un grande sforzo di pensiero speravo che ci ripensasse, e così è stato, Omar decise di registrare altre tracce da inserire nella compilation, fino ad aspettare che noi aprissimo il blog e arrivassimo a scrivere novantanove recensioni. Il giorno tanto atteso è arrivato e scusatemi se mi sono dilungato così tanto.
La Compilation dal nome "Telesterion" è stata stampata in sole 350 copie, distribuite ai piccoli negozi indie per il Record Store Day, il 16 aprile scorso, ma il rilascio ufficiale è avvenuto martedi 19 aprile 2011 in formato cd e vinili. I vinili sono 4, più un booklet di 20 pagine contenenti foto scattate dall'amico Omar Sonny Kay.
Omar Rodriguez Lopez negli ultimi due anni è praticamente impazzito, non che prima stesse bene, ma da come potete osservare dalla sua discografia solista, noterete bene che nel solo 2010, ad esempio ha pubblicato 7 album. Con questa Compilation la sua discografia solista arriva a 22 album. Gli album previsti per il 2011 sono 5, non contando una possibile uscita discografica anche per la sua band principale i Mars Volta.
Detto questo non mi rimane che parlarvi un po di questa Compilation, che ripercorre un po le fasi convulsive di questo artista eclettico.
Poliedrico è l'unico appellativo che calza più a pennello alla sua carriera da musicista, non c'è genere all'interno del rock che lui non abbia esplorato. I suoi album solisti sono delle sperimentazioni psichedeliche applicate ai tanti generi trattati, il suo stile incofondibile, la sua tecnica chitarristica lo hanno portato a cimentarsi in svariate collaborazioni con personaggi illustri come, Damo Suzuki, Lydia Lunch e il suo grande amico John Frusciante. Per anni Omar Rodriguez ha dovuto fare i conti con la presenza oscura di Hendrix che incombeva su di esso, ma il suo personale modo d'improvvisare e l'uso innovativo dei suoi kilometri di effetti a pedale, si è guadagnato la nomea di uno dei tanti chitarristi più importanti dell'alternative rock.
La prima traccia è un nuovo brano "Locomotion Capillar" un titolo che ha di sicuro a che fare con la sua chioma, spesso alla Valderrama. Si parte per l'appunto con quel Progressive tanto amato quanto esplorato a lungo con i Mars Volta, fino al quarto brano "Coma Pony" un brano lento con le sue chitarre stralunate, assoli (con octaver), su un mellotron che crea un sfondo sonoro incantevole, fino all'arrivo di un sax che dà gli ultimi tocchi di pennello ad un quadro già ricco di colori sgargianti. Il settimo brano è degno di essere citato, "Deus Ex Machina" è una salsa che esprime alla perfezione la sua esplorazione musicale, la sua origine portoricana che emerge e che si mescola alla psichedelia tanto amata. Un altro brano che mi ha colpito è "No Hay Mas Respuestas" che potrebbe essere una bossa nova mischiata al funk-metal, oppure "Melting Chariots" realizzata con il suo Quintet in versione Afrobeat portata agli estremi.
Oppure "Polaridad" e "Calibration" che hanno due video bellissimi:





Fin qui, tutto sommato non ho trovato grosse difficoltà, ma la diciottesima canzone mi ha notevolmente spiazzato, uno swing jazz con incursioni in acido alla John Coltrane. L'allucinazione prende il sopravvento anche in questa Compilation, non è facile digerire tanti brani e poi essere sottoposti a psicosi reiette. Un bel brano che voglio segnalare è il ventiduesimo "Spookrijden Op Het Fietspad" l'unico brano che ricordavo, che appartiene al secondo album prodotto nel 2005. Le rimanenti canzoni sono mix del già citato "di tutto e di più" dove si passa dalla samba al jazz-fusion, alla musica araba, allo space-rock, all'elettrocia glich, al dub e tanto altro fino ad arrivare al brano conclusivo "Lunes" un brano intenso, sopratutto per l'incantevole voce di Ximena Sariñana Rivera che in questa compilation compare in tantissimi brani.

Tirare le somme non è facile dopo aver ascoltato 37 brani, 2 ore e 38 minuti di puro annichilimento ma con il sorriso stampato in faccia, dove in testa, come un ronzio passano solo dei pensieri del tipo, ma dove sono stato io in tutto questo tempo, mentre questo qui sfornava album assurdi a rotta di collo?




*cliccate sulla cover per scaricare l'album!

1 comments:

Inf ha detto...

Io lo seguirei con piacere, ma non ascolto più di 2/3 album all'anno

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