domenica 29 maggio 2011

Joseph Arthur - Graduation Cerimony (Recensione)

Ultimamente quando mi sono avvicinato alle nuove prove discografiche di alcuni miei miti, musicisti che amo, l’ho fatto con la speranza che avessero abbandonato le atmosfere dei loro più recenti progetti.
Ad esempio, come avete potuto leggere da queste parti, speravo che Ben Harper fosse tornato dalle parti di FIGHT FOR YOUR MIND oppure WELCOME TO THE CRUEL WORLD.
Invece, anche essendo un disco superiore alla norma, la sua ultima incisione (mi) aveva in parte deluso.
Mi sono avvicinato a GRADUATION CEREMONY abbastanza timoroso, devo dir la verità, dopo le ultime uscite di Joseph Arthur.
Ora il nostro, lasciati da soli i suoi (ex) compagni astronauti intorno a mondi meno consoni a lui, ritorna “da dove era venuto”, ricominciando ad “orbitare” intorno alla musica con la quale aveva iniziato.
Chi conosce Joseph sa della sua prolificità, della messe di opere date alle stampe dal 1996, dal suo primo EP CUT AND BLIND ad oggi.
La bellezza di 6 CD a suo nome, 2 con LONELY ASTRONAUTS, 1 a nome FISTFUL OF MERCY (con Ben Harper e Dhani Harrison) e 12 EPs oltre che vari promo.
Chi come me lo ama, dovrebbe possederli tutti o quasi.
Se volete iniziare, partite da BIG CITY SECRETS o, meglio, da COME TO WHERE I’M FROM per poi continuare con tutti gli altri (se posso suggerire “solo” un altro, allora fiondatevi su OUR SHADOWS WILL REMAIN).
Scusate la (dovuta) digressione ma mi è sembrata importante.
Ma veniamo a GRADUATION CEREMONY.
Joseph torna alle atmosfere dei suoi primi album e questo basta per definire le coordinate entro le quali si muove e basta per farlo amare incondizionatamente.
Joseph è uscito dal limbo dove era caduto in questi ultimi anni e ce ne fa partecipe con il primo brano, OUT OF THE LIMB, appunto:

Blowin’
Across the land
When you’re searching
For a friend
As I’m hanging
Out on a limb
In plain sight…


Un inizio che lascia emozionati, sembra di esser tornati indietro di una 15ina di anni.
Puro Arthur’s sound.
LOVE NEVER ASK YOU TO LIE, un titolo, una verità inconfutabile:

…At the graduation ceremony
Setting our sights free
There is never gonna be another me and you
Heard you cry
Love never ask you to lie
Take off your evil disguise
I could see you clear thru your eyes…

chiude il disco in maniera splendida.
Ma nel mezzo c’è la voce in falsetto, che tanto (ci) piace, di HORSES che si apre con un arpeggio di chitarra simile a HONEY AND THE MOON.
Di nuovo voce in falsetto nella splendida WATCH OUR SHADOWS RUN, che unisce idealmente COME WHERE I’M FROM and OUR SHADOWS WILL REMAIN:

…Here comes the sun
Watch our shadows run
It’s a war
No one ever won…


E se in COME WHERE I’M FROM la si dipingeva “nel sole” qui si va anche oltre con la “solare” ballata OVER THE SUN, inseguendola, appunto, “oltre il sole”:

…The sun will fade away
The sun will fade away
I’ll run to you every day
Over the sun…


Si fa un torto a non menzionarle tutte ma FACE IN THE CROWD e, soprattutto, CALL giustificano l’amore che nutriamo per Joseph:

...I’ve been your friend
And I need you now
Just like you needed me then
And I came thru somehow...


Lo sappiamo, Joseph, che sei (stato) nostro amico e noi ci saremo sempre… E’ bello ritrovarti di nuovo, così in forma…
(WEL)COME TO WHERE YOU’RE FROM…

Label: Fargo Records
Voto:
◆◆

0 comments:

Posta un commento

 
© 2011-2013 Stordisco_blog Theme Design by New WP Themes | Bloggerized by Lasantha - Premiumbloggertemplates.com | Questo blog non è una testata giornalistica Ÿ