lunedì 30 maggio 2011

Verdena - Radar (Ejabbabbaje) (Recensione)

"I Verdena oggi sono il più grande, giovane gruppo italiano. Riempiono i palasport e hanno fatto un disco doppio, WOW, che contro ogni previsione ha scalato le classifiche: una vera rivoluzione. Che abbiamo deciso di combattere con loro. Partendo da un pollaio". XL La Repubblica

Mi è sembrato doveroso iniziare citando queste parole dei giornalisti di XL, perché penso che i giornali, quindi le edicole sono diventati i punti di riferimento più sicuri per l'acquisto di alcune rarità musicali. Perché alcuni dischi attraverso le edicole sono più reperibili. Come è accaduto di recente anche per "La Nave sta arrivando" di Vinicio Capossela, anche i Verdena pubblicano un loro album di inediti per XL.
In un periodo in cui i negozi di dischi si contano sulla punta delle dita, sapere che c'è ancora una speranza per chi è stufo di fare chilometri per acquistare un disco, fa tutto ben sperare. Trovare un disco in allegato ad un giornale è una soluzione vincente in questi tempi, dove la rete sta facendo a pezzi le case discografiche.
"Radar (Ejabbabaje)" è un album che esce dopo quattro mesi buoni dalla pubblicazione di WOW, e come abbiamo potuto leggere giorni fa nella nostra news, anch'esso ha un titolo palindromo, e in copertina, spiega Luca Ferrari "sono due specie di pippottini, due personaggi con un occhio solo". Possiamo dire tranquillamente che quest'album è un bel regalo per i fan dei Verdena, abituati male, dato che spesso devono attendere diversi anni tra un album e l'altro. Ma in questo caso, per i veri amanti ci sono delle chicche importati, oltre i primi tre brani di WOW eseguiti dal vivo "Rossella Roll Over", "Le Scarpe Volanti" e "È solo lunedi", registrati presso l'Alcatraz di Milano il 19 febbraio da Davide Parrucchini, si hanno anche quattro inediti, "Segale Cornuta", un brano sperimentale di Luca al Synth, registrato nel 2010, poi "Inutilniente" di Alberto, un brano rimasto fuori da WOW, poi "Baby i Love You" un brano di Alberto e Luca, addirittura del 1993, in cui Alberto canta in inglese e nonostante la giovane età la grinta già si faceva sentire. Un brano davvero inaspettato, edito da Jestrai Records.
Il disco è arricchito da due demo "Optical" e "A Capello" entrambi registrati durante le sessioni di prova per WOW, nel 2009 nella loro sala prove Henhouse Studio. I due brani finali sono due versioni di "Razzi Arpia Inferno e Fiamme", una (Drum 2), con un ritmo di batteria diverso del singolo che li aveva rilanciati, e per ultimo il Remix del singolo da parte degli Aucan, una band molto promettente della nuova scena alternativa italiana.

I Verdena dopo tanti anni di sacrifici, sono riusciti a ritagliarsi una bella fetta di pubblico, che li segue con ammirazione e attenzione, i loro album sono dei veri capolavori, un esempio per le nuove generazioni che non sanno più che pesci prendere, perché inglobati in un mondo falso, pieno di ipocrisie. I Verdena ci insegnano che con dedizione e determinazione anche in Italia si può riuscire a fare del sano rock, riuscendo con disinvoltura a fare sould out tantissime date, riempiendo anche i pallazzetti. Quest'album lancerà il nuovo WOW tour, vedi il calendario estivo, che sarà sicuramente uno dei tour più importanti per la storia di quest'incredibile band.


Label: Universal/Black Out/Jestrai/XL La Repubblica
Voto: ◆◆

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