sabato 15 ottobre 2011

The Echocentrics – Sunshadows (Recensione)

The Echocentrics – Sunshadows A forza di suonare con il Grupo Fantasma e dilapidare magnificamente fortune in idee e creatività, ad Adrian Quesada gli si è aperto il cuore tanto da fornire amicizie - sottoforma di produzioni e “adozioni” - a centinaia di gruppi che altrimenti non potrebbero fare mai capolino ai piani di sopra con le proprie forze; e tra le tante la sua firma preziosa è caduta su questa “Sunshadows”, bella pagina sonora architettata dalla band texana dei The Echocentrics, una freschissima dimensione a 6D che attrae, come una calamita e li colora, stili languidi e cinematici dove risuonano echi soul, latin-jazz, tex-mex, trip-hop et similia che fanno girare la testa come una leggera ma gustosa sbornia d’afterhours su bagnasciuga calienti.

Un trip a tutti gli effetti, Farfisa che vanno in orbita tra i bagliori fluorescenti di “Jardim”, il funky mattutino di un’alba degli anni settanta che farebbe gola anche a Danger MouseCrescent sun” oppure la straordinaria “Don Alejo” nella quale Tarantino e Calexico potrebbero sfidarsi a duello sotto un cocente sole di un mezzogiorno qualsiasi: le voci cantano in inglese, portoghese e spagnolo e sono distribuite tra i calori venusiani dell’argentina Natalia Clavier (già Thievery Corporation) in “It’s no too late” “Escalvo y amo” e quelli della stupenda brasiliana Tita Lima (primogentita del bassista degli Os Mutantes) “O Elefante”, voci che danno la facoltà di volare o stare ancorati dove si è, con l’ovvietà che la seconda opzione è la più richiesta in assoluto.

Scegliendo qualche “perfezione” incastonata ci si può imbattere nella SantanianaDudar”, negli snodati wah-wah che singhiozzano in “The March” traccia imbastita sulle percorribilità aeree di Curtis Mayfield o nel Mike Oldfield rivisitato senza volere in “The open veins” che chiude con tocchi di Korg e gettate di mellotron space questo escursus in terra di sogni dove gli Echocentrics si ingegnano, credono e inventano un prodotto ottimo e straordinariamente nuovo con poche cose e molto “riferite”, che non pesano e che sembrano suonerie mai sentite.

Illusioni e imbambolamenti? Perlomeno la musica ti da queste sensazioni, cose che la vita te le ha tolte da un bel pezzo.

Voto: ◆◆◆
Label: Ubiquity Records

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