martedì 22 novembre 2011

Aldrin – Bene (Recensione)

Aldrin – BeneSull’asse Viterbo – Roma si consuma una bellissima pagina di post-rock che, sulla stima di un trenta minuti sonici, da il meglio che l’underground possa mettere in vetrina; trenta minuti circa in cui gli Aldrin – quartetto che flirta con un coinvolgente spasimo elettricombroso – definiscono il loro mondo di suoni in uno spazio dilatato e imprendibile, una stupenda deformazione dinamica che ne fa un disco tra i più originali ascoltati di recente per questo settore, l’angolo d’ombra appunto del post-rock.

Bene” è un quattro tracce ( e terzo disco) che la band perfeziona su incastri di strutture che si compenetrano l’uno nelle altre, un viaggio non ai confini, ma addirittura al nucleo centrale del gran peccato veniale e dell’identità artistica rimasta a gironzolare, impalpabile, dopo le disintegrazione punkyes e relative radiazioni; ritmi frastagliati, suites deflettenti, eclissi e ricami di chitarra elettrica, bassi che sbottano tra sensazioni pulviscolari di funky ed echi vocali artsy “Vaskij Rosso” o il potenziale status mnemonico e galleggiante che “Molto bene” continua a citare in una fondamentale moon-air che non tocca terra nemmeno a legarcela. Nessun orpello weird ad intenerire la costruzione di note ed ombre che gli Aldrin – fra trame e sottotrame che mai appesantiscono la proposta complessiva – allucinano con quella caratteristica cifra malinconica che fa equilibrio tra spleen e paranoia darkwave “La drogue” e ancor di meno, nell’openeir fastoso e lunatico che vede la traccia “Der Aldrin” suddivisa come le grandi opere progressive che colonizzavano magnificamente gli anni 70/80, ovvero in “I Espacio sideral e II Espatrio sideral”, una stupenda lezione di vento cosmique, di fasto 90 Day Men, Comfort e piccole ametiste Yes che sfumano in uno slowind down notturno per aprire il sipario su questo minuto disco dall’intelligenza “altra”.

Bello, profondo e disallineato come pochi, manna e companatico per quei “astronauti” che mettono l’orecchio tra realtà e sogni in versione landscape unlimited.

Voto: ◆◆◆
Label: Sub Terra

2 comments:

Anonimo ha detto...

tutto molto bene ma il video giusto è questo! ;-)
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=2CkKtCXpvjk#!

Anonimo ha detto...

Bella roba. Aspetto qualche loro approfondimento dal lato della sei corde, che oggi come oggi mi pare un po' troppo ai margini delle loro creazioni, ma non si può avere tutto.

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