sabato 19 novembre 2011

The Sea and Cake – The Moonlight Butterfly (Recensione)

The Sea and Cake – The Moonlight ButterflyCi sono band che sembrano fatte apposta per inserire il proprio sound alterno del catalogo di una precisa label, e label che paiono proprio aperte al solo scopo di accoglierle. La musica dei chicagoani The Sea and Cake, Sam Prekop, John McEntire e Archer Prewitt, per esempio entra facilmente nelle misure ideali e nella tipologia immaginaria che la Thrill Jockey ha saputo forgiare negli ultimi anni.

La band americana - qui al nono disco dal 1994 “The Moonlight Butterfly” – lascia le scie fumose del post-rock per attraversare le costellazioni tenui e ricercate di un pop-rock dai colori sfumati ed incondizionatamente stemperati da ogni vigore, da qualsiasi ricorrenza effettistica per dimostrare – in fondo – che il bello viene anche dall’utilizzo della sincerità; sei tracce che messe a confronto con le precedenti summe di running time, sono molto più elastiche e lunghe e mostrano in un lampo acceso che il fattore versatilità è la grande prerogativa, la novità, di questo nuovo work che i TSAK sperimentano con un addensato d’orgoglio che non guasta mai.

Si, sperimentazione è il verbo rigenerante di questo nuovo episodio, sono musiche che servono sia a ballare sia a creare un’atmosfera cinematica, come una colonna sonora pre-serale, una piccola cascata di sinfonie per una giornata che finisce per rinascere nel sogno dove gli incedere nervosi non trovano locazione, ma si accasano piacevolmente l’elettro-beat soffice “Covers”, “Up on the north shore” con una chitarrina twangy in tremolo fighissima, il tenero afro-beat “Lyric”, la gassosità spacey che fa galleggiare nell’amniotico “The moonlight butterfly” e le sognanti dodici battute che sintonizzano “Inn keeping” verso i migliori ricettori del piacere softyng rilassato.

A sigillare la grande “libertà compositiva” che circuita nel registrato il funky minimalista di “Monday” con un tocco di Rodhes liquido che stringe il cuore a tutti gli irriducibili amanti del pop col marchio TSAK, un trio che fa “personaggio” e tratteggio di una linea sonora capace di mutare la vostra atmosfera in qualcosa di radicalmente nuovo.

Averlo nelle vostre collezioni sarà classe al quadrato.

Voto: ◆◆◆
Lebel: Thrill Jockey 2011



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