mercoledì 17 aprile 2013

Papier Tigre - Recreation (Recensione)

Loro lo chiamerebbero "punk ballabile", ma in realtà la fresca Recreation dei francesi Papier Tigre, tutti pappa e ciccia con Marvin ed Electric Electric, sembrerebbe molto più complessa di quello che dà a vedere. 
Calati a tutta forza nel pozzo senza fondo del math-rock americano, riversano minimalistiche spruzzate di pop sperimentale acido e caustico nelle dieci tracce che puntellano l'album. Nessuna interruzione silenziosa blocca il contrasto dicotomico tra la calma e il rumore, fuso come lo ying e lo yang in batterie pacifiche che subito sanno tramutarsi in nitidi andamenti epilettici, dove la voce e lo biascicato accento franco-inglese di Pasquereau segue una verve canora che si avvicina pericolosamente al noise, coadiuvato dalla sezione ritmica di Parois e La Grandière. L'indistinguibile, nel vero senso della parola, fa la parte grossa nell'insieme, accanto a una creatività di fondo forgiata attraverso una squisita e al tempo stesso moderna arte combinatoria. Pasticcio d'autore? Niente affatto. Tutto merito del producer John Congleton, se ciò non ci è dato pensarlo. Gli stessi titoli (Home Truth, I'm Someone Who Dies, Teenage Lifetime, Wandering Cage, Chimera, This And That And More Of This And That, The Last Reply, Afternoons, Demand, Parents And Neighbours), bell'e buoni ossimori ideal-materialistici, mirano dritto al centro di un voluto straniamento che scompagina ogni dogma nostalgico, fatta forse rara eccezione per gli iniziatici anni Novanta louisvilliani. D'altronde, l'assenza genera presenza, e se nel trio manca un fondamentale basso, rimpiazzato a lunghi tratti dalle chitarre o da melensi suoni di dubbia provenienza, un motivo pure ci sarà.

Eterna lode ad Albini & Compagni.

Voto: ◆◆◆
Label: Africantape/Murailles Music







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