giovedì 18 aprile 2013

Caso – La linea che sta al centro (Recensione)

Il cantautorato è una bestia anomala, che si ciba ingrata dei suoi stessi domatori, ingenuamente persuasi di riuscire a imbrigliarla con blande lusinghe. La fiducia indefessa nella forma-canzone infesta la nostra penisola, aggrappata a una modalità espressiva che quanto più viene nutrita e pasciuta, tanto più si rivolta a divorare i suoi ostinati adepti.

Nel tentativo di far accoppiare l’infida fiera con esemplari d’importazione, al fine di ammansirne la malcelata ferocia, si generano ibridi bizzarri e inconsueti: incontrollati, se ne vanno per il mondo claudicanti sulle loro zampe irregolari. Un cucciolo dalle fattezze singolari è il nuovo lavoro di Caso: prole diretta della linea genetica cantautorale, determinante nella descrizione di bozzetti dimessi e ordinari, mostra i tratti somatici di un’ingenuità intenzionale, esito del discreto ed equilibrato lavoro di produzione di Pierluigi Ballarin (The Record’s). Le liriche sono intrise di una quotidianità ritrosa, segnata dalla contraddizione tra aspettative e rassegnazione e dall’attitudine a minimizzare, scelta quale unico antidoto alla speranza. L’abitudine ad abbassare le pretese si traduce in un profilo perennemente dimesso, che sembra arrossire anche degli arrangiamenti, resi più accurati rispetto al precedente "Tutti Dicono Guardiamo Avanti",  e delle timide tracce di batteria.

Nel ritratto individuale e personalissimo affiora un’involontaria analisi socio-antropologica:  l’uniformità della tonalità vocale porta l’impronta dell’omogeneità esistenziale, a cui tenta di opporsi la non conformità esclusiva del singolo. Ma l’invettiva è inesorabilmente diluita nel disincanto paradossale, come accade nell’immediatezza disarmante di "Un Anno Terribile".
Gli episodi più strutturati, come "Orsa Minore" o "Motore", stemperano l’immediatezza della scrittura in un amalgama agrodolce, superando il senso di incompiutezza inquieta che emana inevitabilmente dalla linearità scarna del lavoro.

Di fronte a un atteggiamento creativo che predilige l’elaborazione lirica alla ricerca sonora, la focalizzazione è fatalmente diretta all’analisi del contenuto testuale e alla ricognizione dell’orizzonte esistenziale delineato: la sintesi del Caso-pensiero è forse compiutamente riconoscibile in "Piu Forte Più Ferocemente", che rivendica il diritto all’inadeguatezza quale cifra visibile di una sensibilità quanto mai scardinata dal proprio tempo.

Voto: ◆◆◆◇◇
Label: Corpoc/To Lose La Track




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