martedì 16 aprile 2013

Platonick Dive – Therapeutic Portratit (Recensione)

Senza alcun dubbio, Livorno è da ritenersi una delle città più "musicali" della nostra penisola, vuoi per la quantità di gruppi che sempre più spesso si impongono all'attenzione di stampa specializzata e audience, vuoi per il buon livello qualitativo che contraddistingue molte delle uscite discografiche che varcano i confini della città toscana, anche se, è bene sottolinearlo, un termine come quello di "scena" sembra non poter contenere un'insieme di band che presentano ognuna la propria peculiarità stilistica.

Arrivando quindi all'oggetto della recensione, i Platonick Dive si inseriscono in questo contesto con "Therapetic Portrait", album d'esordio pubblicato dalla Black Candy. Quella riassunta nelle nove tracce del disco è una forma di shoegaze nella quale possiamo riconoscere innanzitutto un'indubbia influenza provenire direttamente dalle linee melodiche tratteggiate dalla chitarra di Robert Smith, leader degli imprescindibili The Cure, mentre i continui e catartici assalti sonori sembrano ricondurci a quel sistema planetario di gruppi canadesi che ruotano attorno ad etichette come Kranky e Constellation. A completare il background messo in gioco, non mancano frammenti di drum & bass ed echi provenienti tanto dalla scuola elettronica inglese della Warp quanto da quel poco che si può salvare del synth-pop anni 80. Anche se non propriamente innovativa, la formula magmatica proposta dalla band, formata da Gabriele Centelli (chitarra, tastiere, voce e campionatore), Marco Figliè (chitarra, effetti, campionatore) e Jonathan Nelli (batteria), suona sufficientemente matura e convincente e brani come Youth, Trae, Moscova Jazzcore e la seconda parte di The Time To Turn Off Your Mind testimoniano efficacemente del buon lavoro che sottende alla produzione dell'album. Anche se in più di un'occasione si ha l'impressione che i tre livornesi inciampino in qualche ripetizione di troppo, come nel caso di Lovely Violated Innocence, "Therapetic Portrait" mostra di avere le carte in regola per non passare inosservato dai fruitori più attenti alle uscite discografiche del mercato indipendente e sicuramente rappresenta un ottimo biglietto da visita per una band che da quest'anno sarà meglio tenere sott'occhio.

Voto: ◆◆◆

Label: Black Candy/Audioglobe

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