giovedì 9 giugno 2011

I Cani - Il Sorprendente Album D'esordio Dei Cani (Recensione)

La cosa più sorprendente del Sorprendente album D'esordio dei Cani, è quanto questa (one man)band fosse chiacchierata e famosa già da prima della sua uscita, senza che la maggior parte delle persone ne avessero conosciuto i componenti, nè avessero mai assistito ad un loro live. Un hype sul web, da far concorrenza a quello sul referendum. Vota si per dire no ai Cani. Bastardi col pedigreè che inevitabilmente si collocano come il gruppo dell'estate se non dell'anno. Un effetto Déjà vu per tutti coloro che hanno assistito alla florida e istantanea ascesa di band come Offlaga o Luci della Centrale Elettrica. O li si ama o li si odia. L'esperienza insegna, a volte, che la verità si trova nel mezzo, ma mai come in questo caso nel cercarla si va incontro a speculazioni o si incorre nel rischio di imbarazzo per alimentare qualcosa che tranquillamente sarebbe potuta passare, nè più nè meno, per una semplice e godibile opera alla quale dare un giusto peso e considerazione. Con questo non voglio intendere una manovra commerciale da parte di terzi nel far apparire i Cani come un prodotto pompato con grandi manovre di marketing a discapito del reale valore oggettivo ma sottolineare quanto un progetto del genere, dato il La, abbia vissuto di vita propria, letteralmente "autopompandosi". Una scelta decisamente furba ed efficace quella della 42 Records alla quale non si può assolutamente dire di aver giocato sporco ma di esser riuscita a realizzare tutto ciò, sulla base di una musica e una scrittura così fortemente empatiche da raggiungere indiscriminatamente una simile notorietà con così pochi sforzi. Il fatto dell'anonimato (che probabilmente in questi giorni si è ridotto ad un reggere il gioco in quanto, cercando con attenzione il nome del deus ex machina dietro i Cani, emerge più volte nei vari commenti) ha continuato ad alimentare una sorta di caccia all'uomo e non più al cane, alla richiesta tartassante di un prodotto senza ombra di dubbio vincente. Ma che musica fanno i Cani? Cinque degli undici ossi erano già stati abbondantemente masticati dagli internauti che, a rigor di logica, sapevano già cosa aspettarsi. E l'album, una volta uscito, conferma le aspettative di tutti coloro che avevano seguito la nascita del fenomeno sul web. Un electro-pop con attitudine punk lo-fi e, in alcuni tratti, rimembranze di wave anni'80, vicino nelle sonorità al primo Max Gazzè e ricco di motivetti sing-along. Infatti non è la musica a contare molto quanto i testi e le tematiche che hanno affascinato fin dal primo momento l'intero popolo indie. Come un'istantanea dei nostri giorni, di una location ben definita come quella romana, I Cani ci mostrano, senza compiere alcuna analisi, i clichè, gli stereotipi, le mode, i rapporti, della nostra epoca, immortalando, con estrema audacia e sincerità, un "Oggi" mai così vivido e tridimensionale. Non viene risparmiato nessuno. Dai critici musicali che adesso hanno Stordisco, agli artisti che circolano nei vari live club, i nerd, i radical chic, chi scrive su XXXXX, i personaggi tv, le ex, i social network, la Apple, i registi di commedie nere, i luoghi, i quartieri, le droghe, i gruppi hypster, indie, hardcore, punk, electro-pop, i Cani. Un metodo di scrittura semplice, istantaneo che rimbalza immediatamente nelle nostre menti fin quasi al limite dell'ossessione ("Vergognati, vergognati, vergognati...") lasciando trapelare un lato umano privato ma allo stesso tempo condivisibile che difficilmente lascia senza un sussulto.




Canzonette paraculo ma nelle quali, in realtà, vi è una lucida rappresentazione del quotidiano in una cornice che ben emerge a lasciar sferzare in mente un unico pensiero: "cazzo è proprio vero. E' proprio così. Perchè non ci ho mai pensato. Se le avessi scritte io queste cose adesso avrei svoltato anche io"… Mr Cani, inoltre, non punta apertamente il dito contro nessuno, in quanto facente anch'egli parte di quella società così incredibilmente ostinata ad appartenere a qualcosa di astratto, a perpetuare certe routine senza necessariamente farsi mancare momenti di gioia e godimento. Sensazioni da "così vanno le cose. Così stanno le cose". Si ha i soldi in tasca, si vive bene, si hanno gli amici e quindi siamo liberi. Sbagliato. Gli snobismi, passioni inculcate in modo subliminale, indiretto. Parlare di cose per non apparire ignoranti, esclusi. Paradossalmente proprio ciò che traspare da questo disco è ciò che sta accadendo al progetto dei Cani. Sono quasi certo, ma consapevole di poter essere smentito in qualsiasi momento, che Mr Cani non si aspettasse una reazione così forte, sia positiva che negativa, alla sua opera da parte del pubblico. Il sospetto di ciò potrebbe trapelare dal fatto che lui stesso sa della materia di cui parla e fa parte, mettendo a nudo una realtà ben precisa. Proprio per questo motivo bisognerebbe soffermarsi sul pensiero che, a far nascere una tendenza, possano anche essere i registi dietro la scena, ma che siamo noi ad alimentarla dandole il feedback di ritorno, il quale non contempla più, ad un certo punto, la distinzione tra bello e brutto. Come fu detto anche al caro Niccolò, "la gente non è il mestiere che fa o gli abiti che porta, le scarpe che mette , la roba che ha", ed è questo il messaggio più forte che potrebbe arrivare da un album come questo. Il non appartenere a nessuno se non a se stessi. L'essere una massa malleabile modellata da un ambiente al quale si guarda con sempre più ostilità a discapito di un ferreo raziocinio che porti a pensare fuori dal coro, dal branco. Musicalmente questo disco appare diretto, memorabile, seppur ripetitivo e a tratti davvero banale. La voce narrante, sempre protagonista (tranne che nell'iniziale strumentale "Theme from Cameretta" una sorta di inedito degli MGMT e nell'intermezzo Roma Nord col featuring di Cris X), appare pulita, spigliata, monocorde. Calcolando (ecco un altro clichè e stereotipo) la forte urgenza espressiva del progetto e il modo esplicito in cui riesce ad arrivare alle masse in modo così messianico e forte, questo sorprendente esordio (il quale titolo spero sia dettato solo da un'esigenza al non prendersi sul serio) appare semplicemente come un gradito esordio di una personalità che ha trovato l'illuminazione giusta, al momento giusto, dotata indubbiamente di una certa sensibilità.

Ai Cani toccherà compiere la grande impresa di ricoprire il ruolo che, volenti o nolenti, sono chiamati ad interpretare. Non vi piacciono i Cani ? Vi sta sul cazzo tutta questa storia? Bazzicate altri canali e ascoltatevi i Crash Of Rhinos o rispolverate i vecchi dischi degli Squirrel Bait o di Nino D'Angelo. Il tempo darà l'esito finale a tutta questa storia. Se la sincerità dei Cani andrà confermandosi, avremo davvero davanti qualcosa che, nolente o dolente, lascerà un impronta forte in Italia. Se così non fosse i Cani torneranno all'anonimo canile dal quale giungono ma non prima di aver urinato su un lampione lasciando annusare il proprio odore ai futuri quadrupedi...

Label: 42Records

Voto: ◆◆◆◇◇

12 commenti:

Angelo M. ha detto...

ESTIQATSI! pensa che questo disco fa cagare!

Anonimo ha detto...

robetta confezionata a tavolino dietro a cui ci sono grossi nomi della stampa di settore, prima ancora che uscisse già si sapeva che sarebbe stata "di successo". e infatti i più coglioni tra i seguaci dell'ultimo hype indie se la sono pure bevuta.

Anonimo ha detto...

L'essenzialita' dei concetti non deve essere scambiata' per banalita'. E' vero che la propaganda, come in ogni buon regime, gioca il ruolo di attaccante e per questo progetto e' stata veramente fondamentale. Credo che il cd de 'i cani' rappresenti cosi' bene il mondo con cui convivo tutti i giorni tanto da avermi fatto accorgere di alcune sfumature che mi sfuggivano. Non ha ritmi accattivanti, non ha testi profondi, non ha nulla di originale ed e' per questo che e' perfetto per questi anni zero.

Michele Montagano ha detto...

Anonimo innanzitutto grazie del commento equidistante, garbato e costruttivo, cosa rara di questi giorni. Quando uso la parola banale è per descrivere la controparte musicale e non la prosa o i messaggi concettuali. probabilmente mi sono espresso male.

Anonimo ha detto...

Semplicemente favolosi.

Anonimo ha detto...

secondo me state solo " a rosicà " , tornate al centro sociale a scrivere le vostre critiche.. hah haha hahha
bravi cani!!!!!!!

Anonimo ha detto...

'robetta confezionata a tavolino dietro a cui ci sono grossi nomi della stampa di settore, prima ancora che uscisse già si sapeva che sarebbe stata "di successo". e infatti i più coglioni tra i seguaci dell'ultimo hype indie se la sono pure bevuta.'
Ti ho immaginato pronunciare queste parole con un caffè di Starbucks, gli occhiali da nerd e una sciarpa di quelle finte indiane delle bancarelle da radical chic. Direi che i Cani parlano della gente come te. A me piacciono, i loro testi mi fanno sorridere!

Anonimo ha detto...

Vinci un biglietto per il loto prossimo concerto a Bari!!!!


http://risopatateborchie.blogspot.com/2011/11/nuovo-contest-i-cani.html

Anonimo ha detto...

'na merda

Anonimo ha detto...

E questi sarebbero interessanti?
Basta davvero così poco? Un pò di ritmo e qualche frase sermonica quà e là.
Nati a tavolino o no per quanto mi riguarda non hanno davvero nulla da portare avanti. Tutta roba trita e ritrita venuta al mondo solo perché necessari al mercato consumistico generazionale.

Anonimo ha detto...

interessanti racconti di vita quotidiana..il bello lo troviamo con più facilità nel ""banale"" piuttosto che nell artificioso..bravi cani

Anonimo ha detto...

cani bau bau

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