lunedì 28 febbraio 2011

Mauro Ermanno Giovanardi - Ho Sognato Troppo L'Altra Notte? (Recensione)

Non è un caso se ci ritroviamo catapultati negli anni 60. “Joe” Giovanardi è salito sulla macchina del tempo e ci ha portato con sé, approdando al 20 luglio 1969, “può bastare un passo molto breve per lasciare tutto alle spalle, può bastare un passo così piccolo per lasciare un’orma sulle stelle”, per ritrovare il primo uomo che tocca un suolo al di là delle nuvole (NEIL ARMSTRONG). E resta in quell’epoca così affascinante, sia per chi l’ha vissuta sia per quelli che ne hanno ascoltato soltanto racconti, per tutta la durata del suo disco. Le atmosfere e le orchestrazioni sono come le foto in B&W, l’unica cosa che rende reali le nostre immagini più vere, evidenziando i loro contrasti. La canzone d’autore degli anni 60 era stata abbandonata. Nessuno era riuscito a (rac)cogliere l’eredità degli Endrigo, dei Tenco oppure, a guardar fuori dai nostri confini, Neil Diamond.
Proprio di Neil, Joe riprende una delle sue più belle canzoni, SOLITARY MAN, già immortalata da Gianni Morandi nel nostro linguaggio (SE PERDO ANCHE TE) proprio quando si era più ingenui ma, forse, anche più veri. Joe ne rende una versione ossequiosa dell’originale. A volte è meglio rendere omaggio che stravolgere… Anche riprendere la tradizione, molto in voga in quegli anni, di incidere covers di brani americani/inglesi adattandoli all’italico idioma, fa parte di questo salto all’indietro. Ecco, allora, 2 versioni di BANG BANG . Nella prima Joe “Sonny” Giovanardi duetta con la sua Violante “Cher” Placido. Nel disco, su basi di chitarroni twang, archi, fiati e poesie, i brani originali parlano di diavoli, di desideri, di garofani, con un solo filo conduttore, l’unico che unisce generazioni e secoli di storia umana…
Qui lo si celebra dalla parte di chi ha sbagliato ma cerca, vuole un’altra possibilità (IO CONFESSO), di chi è sicuro di essere “quello” giusto (IL DIAVOLO), del “mistico” che afferma che “…è l’amore forse l’unico Dio” (DESìO). Come si addice all’epoca, c’è anche il singolo perfetto, LASCIA CHE, più indicato anche di IO CONFESSO, quello da comperare sottoforma di cerchietto di vinile nero dal diametro di 7 pollici, da portare in spiaggia, come si usa in questo viaggio a ritroso, ed inserire nel mangiadischi per far ascoltare al lui/lei che ci piace… Senza infamia e senza lode LA MALINCONIA DOPO L’AMORE, un duetto scontato con Syria.
Resta poco del suo ex gruppo: la sua voce, inconfondibile, la magia delle sue parole, la poesia riconosciuta. I suoni “sintetici”, soprattutto delle ultime prove LA CRUS, sembrano un retaggio di un futuro ormai lontano. Un disco ostico, forse, per le nuove generazioni, anacronistico, magari…ma soltanto per chi ha un microchip al posto del cuore.

Label: Sony Music
Voto:


2 comments:

luana ha detto...

Notevole la produzione artistica a cura di Leziero Rescigno degli Amor fou e Roberto Vernetti.Proprio un bel disco.

marcoval ha detto...

Ma Leziero non era già con i La Crus?
Comunque bellissimo.

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