domenica 10 aprile 2011

Cesare Basile - Sette Pietre per Tenere il Diavolo a Bada (Recensione)

"..e ho chiesto al corvo sul tuo seno, gli ho chiesto ancora una volta dimmi chi sono e non dirmi quel che ero..."

Ultimamente ho visto sbucare puntualmente il nome di Cesare Basile nella produzione artistica di alcune delle migliori band che mi sono trovato ad ascoltare.
Fino all'ultimo sono stato indeciso se far uscire questa recensione. Dopo svariati ascolti di questo settimo lavoro dell'artista "istituzione" catanese, ciò che puntualmente mi balenava in mente era sempre il solito pensiero: "chi sono io per poter parlare di Cesare Basile ?!"
La reverenza per quest'artista, e quest'album in particolare, mi stava portando all'auto-impormi un sorta di "silenzio stampa". Ma alla fine è stato più forte di me. Non ce l'ho fatta a resistere.
Cesare Basile catanese doc, trasferitosi da qualche anno a Milano. Una carriera esemplare. Figlio del cantautorato più raffinato ma con sempre un occhio di riguardo al blues e al rock. Te lo immagini sempre incorniciato in un angolo buio di una stanza a festa conclusa, con lo sguardo di chi ha vissuto già tutto e vive in una sorta di limbo nel quale il mondo è finito e lui è passato oltre. "Sette Pietre per tenere il Diavolo a Bada" è una messa oscura. Musica che esorcizza il male in previsione di una guarigione spirituale a risollevare le sorti del creato, dell'uomo. Un lavoro intriso di poesia, saggezza, cultura: una maturità creativa ineccepibile. L'iniziale trittico composto da "L'Ordine del Sorvegliante", "Il Sogno della Vipera" e "L'impiccata", già permea la stanza di umori e odori. Fosse anche mezzogiorno in punto, la luce inizierebbe ad affievolirsi, e ci si troverebbe trasportati in strade abbandonate sulle quali il sole non batte da secoli. "Strofe della guaritrice" riconferma lo stile desertico del blues di Basile. Una liturgia della carne in pasto ai vermi dove la fine dell'esistenza è già contemplata nell'inizio della stessa. Il cammino dell'uomo inizia in previsione della morte. "Il signore è così che lo vuole il mondo". Nelle successive tracce Basile si conferma definitivamente come l'anti De Andrè, il suo alter ego oscuro, non più solo nella scrittura alla Faber, ma anche nelle sensazioni uditive che prepotentemente si fanno strada. "E Alavò", per metà in siciliano, è una sorta di Bocca di Rosa ferale e desolata..."Che la roba concima la roba mentre i morti si mangiano i morti..."
L'orchestrale "Elon lan ler" crea attorno a sè un pathos indescrivibile, smisurato, brividi che percuotono corpo e anima. Una sberla di saggezza, poesia e armonia che narra una sorta di filastrocca nera, metafora tipica dei nostri giorni di certo amore che si pensa tale quando in realtà è solo assuefazione.

"La fossa bestemmi le mie ossa d'idiota perchè una donna mi ha bruciato il senno. Lei non mi amava non l'ho avuta mai. Elon lan ler elon lan la.

In "Sette Spade" l'iconografia rimandata potrebbe essere quella di una madonna dei sette dolori, la cristianità tanto cara a Basile, assume qui una forma laica e terrena, nel martirio, nel sacrificio dell'uomo.

"Le nove il petto le han strappato e gli occhi. E non c’è stato santo né comunione grazia che compassione, chiede al fango il fango ha sette lacrime di pianto..."

Verso la fine degna di nota è la ripresentazione di "La Sicilia havi un patruni" di Ignazio Buttitta e Rosa Balistieri, due dei maggiori cantastorie della tradizione sicula del Novecento, a far capire l'attaccamento e il profondo legame di Basile con le sue terre. Un legame che culmina sul finale con la malinconica ballata di "Questa Notte l'amore a Catania"
Alessandro Fiori, Enrico Gabrielli, Roberto Dell'Era, Rodrigo D'Erasmo, Roberto Angelini e molti ancora, sono gli amici ospiti di questo disco, compagnie d'eccezione per un album d'eccellenza.
"Sette Pietre per Tenere il diavolo a Bada" è qualcosa di assoluto, meraviglioso. Una rinascita dall'oblio, un viaggio attraverso una foresta oscura. Alla fine di queste dieci tracce possiamo star sicuri che il maligno sia stato messo a bada per un bel po'. Ma non cantate vittoria troppo presto,perchè "il diavolo ha il potere di comparire agli uomini in forme seducenti e ingannatorie"...

Label: Urtovox

Voto:◆◆◆◆◆

1 comments:

ivano ha detto...

grande Basile!!!

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