sabato 29 ottobre 2011

Pop will eat itself - New noise designed by a sadist (Recensione)

Pop will eat itself - New noise designed by a sadistBisogna davvero essere Sadici per produrre qualcosa del genere in questo periodo così altalenante e per certi versi vuoto. L'elettronica è popolata in misura sempre maggiore da musicisti da cameretta e dalle loro nenie sconclusionate. Questo non è il caso dei Pop Will Eat Itself. Il pop si mangerà da sè. E questo è vero nel momento in cui ascoltiamo un disco chiamato "Nuovo rumore progettato da un sadico", ma non è solo una questione di nome, qui sono bravi quasi tutti. Stiamo parlando di un disco all'apparenza facilissimo, semplice semplice elettronica anni '90, ma stiamo attenti a non confondere la semplicità col il groove, dopo molti ascolti sembrerà molto complesso nelle sue strutture così mutevoli e nel carico infinito di esperimenti. Questo sound un nome ce l'ha e vi abbiamo già abituato a riconoscerlo. Questo è Big Beat, di quello migliore, di quello più rock oriented, quello più genuino, più squisitamente hard (sound). Potremmo provare a definirlo in questo modo...il suono è decisamente inglese, c'è un po di brit, un po di Prodigy, un po di Propellerheads, un po di questo un po di quello...ma non basterebbe, assolutamente. E' un disco rock, prodigiano, sperimentale? Potremmo dire che è una qualsiasi di queste definizioni, ci stanno tutte bene, eppure...è un capolavoro. Diciamocelo, pochi purtroppo conoscono i PWEI, la maggior parte dei quali, come anche me, li ha scoperti per caso leggendo tra le righe di quel capolavoro che è Music for the jilted generation dei Prodigy, anno di grazia '94, anno di grazia della rave culture, dell'elettronic anni '90, un po in generale un anno importante. Il feat. è Their Law. I PWEI hanno la Loro Legge, e in quegli anni, così come tutti gli altri del genere, finivano su Wipeout. Molti li hanno conosciuti così, così come quel sound è rimasto ancora oggi anche quelle corse nessuno se le scorderà mai...è una idea, è un concetto, è un modo di intendere le cose in generale. Sono gli anni d'oro. E se il 2011 ci ha riportato indietro di un decennio e più con il disco - capolavoro - sorpresa degli Atari Teenage Riot, ecco tornare anche i PWEI sotto una etichetta come la Metropolis Records, che di solito produce artisti industriali ed ebm. Come dicevo prima questo è un disco che a chi non è avvezzo forse non piacerà, è troppo duro, è troppo vivo, è troppo Vero. E' incredibilmente live, sanguigno. Prendete Smack my bitch up, Right here right now, Busy child, Cold rock the mic, Elektrobank, Expander and so on...otterrete qualcosa di simile. Ma cerchiamo di dare un filo logico... Si comincia così, Back 2 business, i nostri sono tornati e ci fanno sentire una intro molto rock 'n roll. Chaos & mayhem è plateale. Rock imbruttito e diretto, cafone e anni '90, non se ne sente più da tempo. Nosebleeder turbo tv comincia con tre accordi e lascia il posto ad un beat memore di quella Their Law, e in tutto questo c'è spazio per drum 'n bass e cantato brit. Captain plastic è un altro titolo triviale ed è uno dei pezzi più divertenti. I pezzi che seguono, senza star lì a nominarli tutti, mettono insieme beat groovy, jazz, reggae, canti gregoriani, vocoder vari ed eventuali, synth-pop alla Depeche Mode. E così il disco scorre veloce e fluido e lascia una grande scarica di adrenalina. Non c'è spazio per i pensieri, questo è sound che entra nelle ossa e ti lascia l'impronta, come l'ultima botta contro la sporgenza del letto in piena notte. E' già disco storia.

Voto: ◆◆◆
Label: Metropolis Records

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