sabato 3 marzo 2012

Nicolò Carnesi – Gli eroi non escono il sabato (Recensione)

Nicolò Carnesi – Gli eroi non escono il sabatoArrivare al secondo disco è sempre difficile, è quasi sempre ostico come un compito in classe senza non aver studiato nulla, ma qualche volta qualcuno ci riesce senza difficoltà, come se fosse parte di una naturalità istantanea a far sì che tutto si svolga come una cosa da nulla, facile come un click; il “difficile” secondo disco di Nicolò Carnesi, “Gli eroi non escono il sabato” è un piccolo gioiello che si muove tra il migliore Gaetano poetico ed ironico e la faccia più sofisticata di Dente, con quel senso di base che pare arrivare dalla wave delle tenerezze, afflato mai celebrativo, ma semplicemente di colore; undici pezzi come undici palle da flipper che fanno caleidoscopio di rapidi quadri di vita, amori, sfighe e storie sbilenche, una mini opera contemporanea che medita in musica sul nostro tempo e la nostra società, che è poi la rivoluzione del profondo giovanile, oltre Internet, dentro un animo spesso da ricucire.
Il cantautore palermitano, sguardo da nerd intellettuale e Smithiano tricologicamente parlando, viaggia dentro e fuori storie urbane ed intime, mette su un teatrino fresco e innovativo dove il suo raccontare è terra franca di semplicità e verità, ma tutto imbastito col filo rosso della simpatia tagliente dell’ironia e di quella “verginità” artistica che rende dolce e tenera anche un’innocua virgola o sospensione, amabile il giusto e frenetica altrettanto; disco dicevamo pixellato di pop, wave, piccoli schizzi elettrici e di una mole emozionale che ce lo fa subito amare e adottare come una stupenda conferma discografica.
Carnesi sa essere coinvolgente nello shuffle-dance Ottantiano “Medusa”, il Rino di sempre “Forma mentis”, “Levati”, “Mi sono perso a Zanzibar” che vede la presenza di Brunori Sas, un salto nel Southern danzereccio “Mr. Robinson”, quattro salti alla corte dei Cure “Ho poca fantasia” e lo spiritello di Battiato che fa atmosfera in “Moleskine”, una tracklist dall’effetto incondizionato che è già evoluzione di un certo cantautorato “col + “ e che a poco invaderà il nostro sentire allargato.
Lontano per ora dal grande circus mediatico, Carnesi non avrà difficoltà a ritagliarsi un buon metro quadro nella consorteria di chi ama la musica, quella nuova e vera. Ed è già una scommessa che odora d’alloro.

Voto: ◆◆◆
Label: Malintenti Dischi


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