lunedì 7 novembre 2011

Dellera – Colonna Sonora Originale (Recensione)

Dellera – Colonna Sonora OriginaleNon perché è il bassista di una band famosa come gli Afterhours e allora tutto vien da sé, sia nell’obbligo sia nell’ovvio, ma perché quando un musicista qualunque per un tot tempo della sua vita vuole cimentarsi con se stesso e dare aria alle sue intercapedini dentro, è giusto ascoltarlo e poi magari tirare le somme giuste e definite, e “Colonna Sonora Originale” di Roberto Dell’Era o Dellera ( ci piace più così) le somme ce li ha fatte tirare senza indugi; una personalità magnetica dentro un disco illuminante.

E mi piace anche che questi personaggi sempre relegati come ballerine di terza fila escano allo scoperto e vomitare tutto quello che hanno da dire musicalmente, così le sorprese mettono gambe proprie e - come in questo caso eccellente – corrono veloci verso il catalogo delle cose belle.

Con quest’esordio l’artista Dellera firma il vero soundtrack della sua vita, tra benedizioni rock-cantautorali e numeri pop intimisti su mattonelle da “lento” degli anni sessanta di Fidenco o BindiAmi lei o ami me”, undici piste immacolate in cui il “generalistico”, pericolo delle opere prime, non esiste mentre un gusto raffinato pervade dall’inizio alla fine; pochi fronzoli e molta decisione sono gli imperativi del registrato, bello il giro di basso che introduce “Il motivo di Sima” che riporta ai sound-scroller degli sceneggiati di Blasetti per poi fare corpo al pop pulito, forti i bollori rock che fuoriescono dalle fessure dell’anima inglese post Beatles “Per niente al mondo”, più sotto i Timoria tra la grazia d’archi e arpeggi acustici “Oceano Pacifico blue”, quasi di fianco le metafore lisergiche Floydiane a sdoppiare la vista con “Il tema di Tim e Tom” ancor più giù la ballatona che stringe il collo come un magone d’amore “Le parole” , e al pianterreno di tracklist, ma è solo la spinta propulsiva a ritornare daccapo a tutto come un “altro giro altre mille corse” – c’è “Giorno dopo giorno” amore velato, espressivo, sintomaticamente England beat-rock e psichedelico che – oltre a far rompere il ghiaccio a qualche diffidente ritrosia da parte di chi non crede che “dietro a qualche grande artista, non c’è sempre e solo una “grande donna” ma anche ancor più grandi collaboratori e musicisti – ci fa innamorare di questo “bassista” completo, questo poeta urbano che dell’ombra d’Agnelli potrebbe già farne ameno e mettersi in proprio a cantare il totale di quel respiro che gia in questo fulminante disco sa riflettere il tempo.

Superlativamente underground !

Voto: ◆◆◆◆◆
Label: MarteLabel

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