mercoledì 8 agosto 2012

Split - Ipinguininonsonoicaninonsonoipinguini (Recensione)

Ogni mattina, dopo la solita sveglia traumatica e colazione a base di latte e cereali di qualche schifosissima multinazionale, dovremmo almeno dedicare cinque minuti della nostra giornata a ringraziare Madre Natura per uno dei doni più belli e preziosi che ci abbia fatto: la biodiversità. Biodiversità è un prato brulicante di dolci insettini velenosi, è un branco di leoni affamati di carne umana, è il volo di una farfalla. Biodiversità sono le antilopi, i coniglietti, le cicale. I cani. I pinguini.

In questi ultimi tempi nel sottobosco musicale italiano (versione bucolico/selvaggia dello scenario underground nazionale) si è verificato un incontro che ha fatto rizzare i peli sulla schiena un po' a tutta la sua bestiale popolazione. Due creature senza nulla in comune che si fiutano, si conoscono, e suggellano la loro amicizia ingabbiando in uno zoo di musica e parole il prodotto della loro genialità. Parlo della one-man band elettro pop I Cani e dei giovani emo punk Gazebo Penguins. Il risultato è uno split che è una gemma piena di difetti, levigata male, ma pesante al punto giusto da piazzarsi sullo stomaco e non mollarti più. I due adorabili animaletti imparano a comunicare pur usando lingue diverse, scoprendo che anche il significato di una sola parola può essere stravolto da un idioma estraneo. E a volte la nuova interpretazione ci piace pure.

Le tracce sono quattro. La prima è un inedito de I cani che risponde al nome di "Asperger" . Sonorità elettroniche e un'atmosfera dal sapore vagamente estate anni 50, tratta di un tema sufficientemente serio per liquidarlo in un "non si scherza su queste cose". Se amate quest'uomo, amerete anche questo pezzo. Altrimenti nisba.
Alla seconda traccia, l'orecchio si drizza: I pinguini cominciano ad abbaiare. Senza abbandonare il loro confortevole igloo tastano cautamente il territorio "nemico" proponendo una personale versione del brano del loro amico a quattro zampe "Wes Anderson". Probabilmente è esattamente ciò che ti aspetteresti da loro e funziona alla grande.
Il terzo pezzo è invece completamente "made in polo nord". Genuina e originale,"Nevica" è una piccola perla che non può mancare nel bagagliaio culturale di un appassionato di alternative rock. Pervasa da una furia punk e allo stesso tempo malinconica.
Nell'ultima traccia il gran " classicone "Senza di tedei Gazebo Penguins, viene letteralmente dato in pasto a I cani, che ne propone una versione che è una sorta di cantilena stonata. Tutto il furore originale viene smembrato e cautamente distribuito su un tappeto acido ed elettronico.

L'idea è stata buona, le intenzioni ancor di più: questi quattro pezzi possiedono un fascino spettinato e non ancora del tutto maturo, sono ribelli, disordinati, rumorosi, anticonvenzionali quanto i loro creatori. Ora scende un po' di pace tra le specie, per amore di quella biodiversità tanto decantata precedentemente anche se, a dir la verità. i pinguini beccano un pizzico più forte.

Voto: ◆◆◆◆◇
Label: To Lose La Track / 42 Records


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