lunedì 27 gennaio 2014

Non Voglio Che Clara - L'Amore Fin Che Dura (Recensione)

La prima data utile dopo il Natale per celebrare il massimo sentimento è di sicuro San Valentino, e i Non Voglio che Clara con queste dieci “storie” ospitate in “L’amore fin che dura” in uscita il 21 gennaio, ben ci accompagnano in questo definito intervallo di tempo.
E se di tempo si parla, a loro sono serviti quattro anni e nuova formazione per rimettere in cuffia il giusto equilibrio tra buona musica e finezza di espressione.

Due qualità vive e trasparenti, ma una in particolar modo fa capolino già dalla prima traccia: l’autenticità della musica, quella che non fa fatica a scaldarti cuore e mente, che continua a farti ripetere quelle storie, forse anche tue, con un ritmo che riesce a spaziare dalla sinuosa elettronica al folk interiore di De Min.

Testi profondi e ricercati, personaggi ritratti nella loro massima espressione dell’amore, vite intrise di gelosia, nostalgia, rassegnazione. Contemporanee ma differenti, con un unico vero protagonista, il tempo. Tempo che scorre e corre, si insinua a tal punto nelle note da farci vivere appieno le sensazioni di queste memorie.

Un concept album, forse no. Solo e soltanto una sfilata di emozioni in gran stile, come la lettura di un libro che capitolo dopo capitolo, titolo dopo titolo apre forti scenari, stavolta musicati da stimolanti ospiti tra cui D’Erasmo, Favero e Paola “Dilaila” Colombo.

E come ogni libro che si rispetti non ci va di svelare tanto, possiamo solo condividere il grande pathos che salirà sin dalla prima parte, quella dedicata ai presunti tradimenti ne “Il Complotto” e ne “Le Mogli”, immagini forti ma rese delicatissime da ampie e corali pause che spezzano il tempo a suon di elettronica quasi a chiudere il capitolo.
Quello nuovo si apre di sicuro con grande voglia di accelerare i tempi e di aprire gli occhi sulla realtà; “Gli Acrobati” ne è la prova, con il violino di D’Erasmo, i cori alla Baustelle e i due fiati, ci porta infatti dritti alle successive tracce con incedere ritmico e spensierato, quasi a prendere il sopravvento sulle storie che si animano grazie a tutto ciò.

Un album che ben marca il carattere di De Min e soci, che parte piano e arriva lontano, si direbbe al buon vecchio e caro cantautorato, senza dimenticare l’incedere del tempo che ci consegna un faccia a faccia con la realtà forse mutata, ma poco conta.“ Oggi che la distanza è un luogo sicuro e non c’è più nulla che ti faccia soffrire, approfittando di tutta questa felicità, io ho deciso di morire.” ("La Caccia").

“L’amore fin che dura” è certo una speranza, difficile questione di tempo invece dargli l’abbrivio. Voi non temete, partite da qui.

Voto : ◆◆◆◆◇
Label : Piccicca Dischi / Sony

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