martedì 10 maggio 2011

Eddie Vedder - Ukulele Songs (Recensione)

Ognuno di noi ha un sogno nel cassetto. Ognuno di noi vorrebbe dar sfogo alla/e sua/e passione/i, qualsiasi essa/e sia/no. C’è chi ci riesce e chi, ahimè, no.
Magari una di queste è realizzare un disco solo per voce e ukulele.
Potrebbe sembrare strano ed irrealizzabile eppure...
Se a pensare di realizzarlo fosse stato il signor Mario Bianchi non sarebbe stato preso nemmeno in considerazione ma se a realizzarlo è Eddie Vedder allora tutto cambia e un disco del genere viene pubblicato.
Le idee di Mr. Vedder e soci, bisogna dire, ultimamente ristagnano e, anche se migliore rispetto ai precedenti, BACKSPACER era un buon disco ma non un gran disco.
Discorso assolutamente differente per la colonna sonora di quel gioiellino di film che porta il titolo di INTO THE WILD, incisa dal solo frontman dei PJ.
Un disco emozionante e composito che solo in alcuni episodi, come il brano di apertura SETTING FORTH, riportava al sound della band e che si concludeva con la magnifica GUARANTEED, il brano migliore del mazzo, IMHO.
Oltre ad altri brani, praticamente tutti su livelli eccellenti, vi era RISE, brano suggestivo in quel contesto, embrione da cui sono nate queste canzoni dell’ukelele.
Amo i PJ e ritengo alcuni dei loro primi album tra i migliori di sempre della nostra musica e la voce di Eddie una delle più evocative e belle, e , pur se mi piange il cuore, non posso fare a meno che parlare negativamente di questo suo progetto.
Personalmente salvo l’ “auto cover” CAN’T KEEP (tratta da RIOT ACT), messa in apertura, il duetto con CAT POWER in TONIGHT YOU BELONG TO ME e, soprattutto, LONGING TO BELONG, unico brano più “movimentato” (!) del disco per la presenza (discreta) di una sezione di archi.


I restanti 13 brani (a dir la verità 11, visto che 2 sono soltanto degli intermezzi strumentali di pochi secondi) scorrono senza sussulti e la sensazione che si ha al termine dei circa 35 minuti (tanto dura l’intero CD), è di ripetitività e, sorry, noia; sensazioni che scaturiscono dal timbro monocorde dello strumento che influenza anche la voce di EDDIE…
Un passo falso, dunque, a mio parere, fatto da un artista da cui è senz’altro giustificato aspettarsi qualcosina in più. E visto che si salvano 3 brani su 14, allora il voto non può essere che 1/5.

Label: Universal
Voto:

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