lunedì 27 giugno 2011

Amon Tobin - Isam (Recensione)

Sperimentazioni elettronaturalistiche. È questa solo una delle definizioni che la musica di Amon Tobin, tra alti e bassi, si è saputo ritagliare. È quel senso di Bricolage sonoro, citando uno dei suoi lavori più conosciuti, il senso di cut-up, che illustra bene anche il modus operandi dell'artista della Ninja Tune in questo suo ultimo lavoro, a metà strada su una ricerca sopraffina nello spettro elettronico e la volontà di utilizzare strumenti canonici per costruire nenie dal vago sapore kraftwerkeriano, in modo molto originale ma che, talvolta, si esprime in modo stucchevole, come si trattasse di una sorta di esercizio stilistico. Non gli se ne può certo dare una colpa, considerando che il genere in questione, una morbosa ripetizione di neologismi urbano-rurali elettronici, non sempre convince in sè stesso. Musica intellettualistica per profondi moti di riflessione, Amon Tobin non può essere analizzato traccia per traccia, al contrario deve essere goduto a pieno nel suo insieme, magari ripetendo l'ascolto sino allo sfinimento. Un disco che lascerà molto pane per i denti dei critici ma che difficilmente colpirà l'ascoltatore generico. Un'opera che va compresa nel suo tentativo di riattualizzare un minimalismo elettronico tra primi Kraftwerk, musica da Esposizione universale di furniture design e nenia strumentale. Ci aspettiamo comunque qualcosa di più.

Label : Ninja Tune
Voto : ◆◆◆◆◇

3 comments:

ferdinando ha detto...

Concordo con tè l'album è bello, e lui è sempre super ricercato, però ogni tanto uno si aspetta che osasse di più.

anche io oggi ho scritto 2 righe sul quest'album, ti invito a leggere il mio post, di seguito il link:
http://postmymusicup.blogspot.com/

Anonimo ha detto...

Mi chiedo che cosa abbia di kraftwerk amon tobin ma questo è un altro paio di maniche... comunque secondo mè merita mooolto!! tralasciando il fatto che l'equalizzazione dei suoni è stupenda, c'è un'armonia tra i suoni esaltante, ogni pezzo è diverso dall'altro ed è pensato, sono veramente molto belli!! Qui di elettronica pura (come ad esempio i kraftwerk) c'è molto poco; molti sono suoni registrati e esageratamente distorti e modificati a computer, diciamo che è l'esempio perfetto di come la musica elettronica ora sta diventando musica "digitale". Comunque a parer mio non è la solita menata un po' jungle, un po' glitch un po' psichedelica alla aphex twin che, almeno secondo mè, ha stancato... però, non sò, questo è un parere personale.

Alessandro "Mister" Violante ha detto...

Eh sì! Boh alla fine un po tutto si rielabora dai kraft, specialmente quando si tentano queste vie di sperimentazione...a me lui piace però solo in certe occasioni, è un artista molto cerebrale...aspetterei di sentire qualcosa di veramente innovativo da Aphex, che ormai, ok genialità e tutto, ma si parla sempre degli stessi capolavori che però nella maggior parte dei casi hanno "almeno" una decade...ok che i classici, però...

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