martedì 6 settembre 2011

Spread - C'è tutto il tempo per dormire sotto terra (Recensione)

Lo SPREAD una parola che sentiamo nominare tutti i gironi da diversi mesi, la leggiamo su tutti i quotidiani, la sentiamo nei telegiornali e nelle radio. Ma Spread non è solo una parola usata nell'ambito finanziario, ma è anche il nome di una band bergamasca.
A quanto pare, loro la sanno lunga su l'economia e ciò che sta investendo le borse di tutto il mondo, sanno chi c'è dietro questa crisi e sanno persino come andrà a finire, ecco perché un titolo così. "Cruento" è l'unico aggettivo che mi sento di dare a quest'album, uscito nei primi mesi del 2011, di cui solo ora trovo la forza di recensirlo.
Il primo brano di questo lungo viaggio è tratto dal ritornello di "Fin che la barca va", storica canzone di Orietta Berti. Non poteva esserci brano più azzeccato di questo, che avesse parole così adatte per preparare l'ascoltatore su ciò che si andrà ad ascoltare durante tutto il disco. Bastano pochi minuti che l'idea di partenza cambia, la sanguinolenza prende piede prepotentemente, all'improvviso si viene catapultati in uno scenario macabro, in cui convivono tutti insieme, dal punto di vista compositivo e musicale Capossela, Marta Sui Tubi e nientepopodimeno che i System Of Down.
La canzone che mi ha più colpito è stata "La Piramide (Signoraggio)", che ho voluto fortemente pubblicare in free downlaod, sul mio blog personale. Perché proprio questa canzone? Beh, il testo parla chiaro, perlomeno per me esplica molto bene ciò che stiamo attraversando, qual'è la causa dei nostri mali, ciò che ci ha reso schiavi e debitori dalla nascita degli aguzzini/avvoltoi.
Classificare gli Spread, inserirli in un genere di appartenenza è una cosa davvero ardua, perché il disco ha un andamento irregolare, quindi protrei azzardare di inserirli semplicemente nel prog-rock. Il precedente album "Anche i cignhiali hanno la testa" era invece più vicino allo stoner e il post-rock, quindi ascoltando questo nuovo lavoro si capisce la reale forza di questa band, capace di cambiare quasi totalmente rotta, inserendosi in contesti diversi con disinvoltura senza strafare ed annoiare.
Questo secondo album degli Spread è stato masterizzato da Alberto Ferrari, presso l'Henhouse studio, storica salaprove-studio dei Verdena, quindi c'è una forte amicizia tra le due band. Pare si siano influenzati a vicenda durante le fasi di registrazioni di entrambi i loro ultimi lavori, infatti è importante segnalare che Roberto, cantante degli Spread ha scritto a quattro mani con Alberto il testo di "Razzi Arpia Inferno e Fiamme". "C'è tutto il tempo per morire sotto terra" potrebbe anche essere rinominato il "The Dark Side of the Wow", dato che è uscito in contemporanea all'ultimo doppio album dei Verdena, dal nome appunto Wow. Diciamo per tagliare la testa al toro che quest'album è il Requiem degli Spread. Dopo questo grande complimento posso solo aggiungere che gli Spread hanno partorito un album perfettamente apocalittico, senza peli sulla lingua e con una sana dose di cattiveria che in certi casi non guasta mai.


Voto: ◆◆◆◆
Label: Il Verso del Cinghiale Records

1 comments:

Anonimo ha detto...

concordo gran figata. E dire che sulle prime mi faceva cacare. Ficky

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