mercoledì 9 novembre 2011

Blood Orange – Coastal Grooves (Recensione)

Blood Orange – Coastal GroovesPraticamente è come uscire di notte per le vie di Austin, Texas, in taxi durante una notte tempestosa e assaporare tutto quello che musicalmente si respira passando per i vari quartieri, ghetti e suburbie varie; un viaggio tra l’intorpidito e l’emozione bloccante quello che ci propone l’artista texano Blood Orange aka Dev Hynes, ventiseienne amante del soup-sound del quale conquistano subito gli intricati immaginari che si odono dietro a quei virtuali vetri di taxi che sdoppiano le visuali prima del risveglio della città.

Coastal Grooves” è’ un accento su atmosfere sensuali e spigolose, un lavoro rilassato e notturno che fluisce senza scossoni di sorta, ma fodera l’ascolto di un convincente effetto loop dove tutto va e tutto ritorna nella riga di partenza dell’intensità; non un’elefantiaca opera di chissà che cosa, ma una delicata simmetrica leccornia per palati fini e svezzati dai contorni di tanto indigesto che ciondola qua e la, un delicato rapporto sonoro che frequenta i lati ombrosi degli anni Ottanta con i TuxedomoonThe complete knock”, “Champagne coast”, strapazza con garbo le onde surf che s’infrangono sulle corde elettriche di un Chris IsaakForget it”, e gongola nel pizzico tex-mex in tremolo che sfuma nella wave scattante “I’m sorry we lied”.

Il disco suona come una “dedica d’amore” in cui il texano – oltre che a riscoprire le sue radici profonde – va a ritrovare la rappresentanza degli anni Settanta per rimettere a nudo le sue straordinarie ossessioni ispirative, le note artistiche che hanno caratterizzato i mille suoni eccitanti di lunghe notti girovaghe ora scomparse all’orizzonte non per surriscaldare gli animi, ma per ricaricarsi di piccoli valori soul-blues “Are you sure you’r e really busy?”,S’cooled” e rintracciare le venosità black che irrorano i giri armonici di “Sutphin Boulevard”, venosità che modulano un temperamento artistico unico e dolciastro.

Ora il taxi si è fermato e l’alba ha spalancato i suoi occhi, la pioggia ha smesso di paracadutarsi sulla terra, non rimane che spegnere lo stereo e riavvolgere il sogno e metterlo in tasca, forse stasera può ancora servire.

Piccolo rubino.

Voto: ◆◆◆◆◆
Label: Domino


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