domenica 6 novembre 2011

La Moncada - Torino Sommersa (Recensione)

La Moncada - Torino SommersaTorino Sommersa è il disco d'esordio del progetto La Moncada nato nel 2009 per opera del cantautore Mattia Calvo, Frank Alloa (Airportman), Davide Maccagno, Gianandrea Cravero (entrambi in Treehorn) e Andrea Pisano dei Fuh, il quale recentemente è stato sostituito da Carlo Barbagallo, noto membro di Suzanne’ Silver, Albanopower e Les Dix Huit Secondes.

La Moncada si configura come una band perfettamente in bilico tra cantautorato folk e post rock USA. Passando tra la Chicago dei Wilco, la Louisville di Slint e June of 44, la San Diego di Black Heart Procession, La Moncada resta fermamente ancorata alle proprie origini, non solo per il titolo in copertina ma anche nell'uso della lingua italiana. Torino Sommersa è un album inquieto e bagnato da umori uggiosi, in perfetto contrasto dicotomico bianco/nero (non solo nell'artwork) a rendere l'idea di un mood generale ben assestato su fondamenta decadenti e sospeso in una sorta di limbo onirico e misterioso. Una calma acustica di sottofondo che non disdegna mai incursioni e slanci sonici a delimitare un cantato che dove si fa reading non può che rimandare ai Massimo Volume del maestro Mimì Clementi. La chiara apertura alt-folk di Rabbia Killer, nelle successive rimembranze Marlene Kuntz cede il passo a "Revolution", con molta probabilità l'attimo più ispirato nelle particolaristiche anticamere post rock qui impreziosite dal violoncello di Cinzia Mureddu dei Ronin. L'oscura title track dà atto di una band che sa come convogliare atmosfere e suggestioni all'interno di un contesto d'autore, alternando alle controparti strumentali un'ottima scrittura di testi sempre affascinanti. La parentesi più diretta resta "Fine di Un Farabutto", a straripare su derive noise alternate ad intermezzi melodici, mentre la ballata folk "Valore" scivola corrotta da incendiarie digressioni post rock.

Quello de La Moncada è un album molto interessante e particolare nelle sonorità ricercate seppur non avvalorate al massimo dalla qualità dei suoni, problema, forse, da ricercare nella scelta dell'autoproduzione. Torino Sommersa è in ogni caso un disco audace e profondo che riesce a creare in modo superbo e unico situazioni sonore che lasciano il segno e rimangono impresse anche su lunga distanza.

Voto:◆◆◆
Label: Autoproduzione

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