venerdì 17 agosto 2012

Not Ordinary Dead - Tuning The Untunable (Recensione)

Un bel sound elettro-dance direttamente dal “torsolo” della Grande Mela? Una nuova e fulminea laser-light per dancefloor dalla Bristol cool & life underground o, chissà, frontiera di tendenza delle discoteques Berlinesi? Tutto potrebbe avverarsi, anche perchè questo sound ha già una caratterialità “maggiorenne” per esondare oltre, e ben oltre. le dogane italiche, ma rimaniamo invece nei nostri territori e precisamente nella bella Napoli con “Tuning not untunable”, ottimo esordio dei Not Ordinary Dead (NODE), duo in cui coabitano artisticamente Johnny Lubvic e Kamoto San, un perfetto assemblaggio di dj-set. e fulminazioni elettro che, con l’enfasi che fa massa continua con certe scocche d’attrazione come Atari, Battles e derivazioni amperiche in bilico tra Soulvax e Daft Punk, smuove una non ben definita – ma potente - energia trasmissiva, contagiosa fino all’ultimo beat di computer.

C’è tutto l’occorrente per non stare fermi un secondo, tutto l’armamentario per notti flashiate e al limite dello stordimento giocoso, intrecci convulsi di tastiere, arzigogoli di drum-machine, sintetizzatori che svalvolano anarchiche direttrici, gli occhioni pazzi di Andy dei BluvertigoKynky eyes” a proiettare sensazioni plastificate di marca 80,s; il tutto in un contesto generale che fa scintille direttamente su sei tracce in libera uscita negli States per la Ninthwave Records, una tracklist che gira in maniera impressionante, una iniezione di adrenalina che diventa un piccolo patrimonio sonoro assistito prevalentemente, appunto, da sintetizzatori e vocoder che a più riprese sfociano in un robotico e dinamico pandemonium molto sostenuto, esuberante come la grande baldoria di ritmi che fustiga “Killing up the dj”, il basso bofonchiante che galleggia alieno in “Radio doom” e il cosmo refrattario Bowieano che insiste a sperimentarsi in “The atomic love”.

Disco denso e maneggevole nel contempo, un’ occasione buona e tormentata per farci un giro dentro e lasciare alle vostre membra tutta l’achimia degli elettro-groove al tempo e “nel tempo” della recessione underground. 

 
Voto: ◆◆◆◆◇
Label: Ninthwave Records 2012


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