martedì 4 settembre 2012

Buster Blue - Still On Conway Ep (Recensione)

Eternamente sulla strada, la formazione americana dei Buster Blue non fa più differenza tra live e session dove capita, o in baite, in piazze improvvisate oppure lungo le sterminate higways che fanno ragnatele indescrivibili lungo la altrettanto infinita provincia yankee, e dopo una situazione non proprio piacevole accaduta sulla cima del Conway Summit, la band da alle stampe l’Ep “Still on Conway”, cinque tracce di alt-rock, country e spore di Americana, messe lì a girare come ad esorcizzare il ricordo di quella notte ed anche per ristabilire quel necessario feeling tra la vita in libertà e la libertà vitale.

Ed è una formazione che marcia forte, ha un tiraggio sonico che già dal precedente When The Silver’s Gone indicava una traiettoria alternativa alle strade blu madri del genere, e tutta questa esperienza la possiamo riscontrare - ancor più ingrassata – il queste cinque tracce registrate tra un concerto e l’altro in sole ventiquattr’ore, un piccolo cassetto di suoni, atmosfere e ballate che riempiono le narici di aria buona e il cuore di forti manfrine vogliose di scappare da tutto e vivere – anche se per poco – in una dimensione senza confini, senza legacci di sorta; prodotto da Kevin Bosley e Zak Girdis, l’Ep muove spazi e pensieri dolci, senza fretta e con la scrittura tipica di chi vive tra cielo e ancora cielo, di quel songwriting sognante e staccato totalmente da ogni gancio con la realtà, quel pathos senza tempo che si insinua tra gli arpeggi nudi di “What it’s and why’s”, danza sulle corde di un banjo che fa l’amore con un sax brontolone “Footsteps” e si culla coccolato sulle coralità femminili e colme di grazia di “Lovers”.

Il reprise del fischiettìo sornione e guascone di “Moonlight”, pezzo del vecchio repertorio della band e che ricama un aria spensierata e con il fiore in bocca del country più country che possa esistere, apre i polmoni di un ascolto rilassato e verde, quasi un intermezzo aereo prima di chiudere gli occhi e sprofondare nei sogni celestiali e ancor più fondo nella tranquillità che la ninnananna “On your way” rilascia parimenti una benedizione appoggiata sugli stipiti aperti della bellezza.

L’Ep si zittisce ma la strada della band riprende come una scia di vento dell’Ovest, a noi rimane la ricchezza di essere stati a bordo di questo “passaggio” che i Buster Blue ci hanno dato e che speriamo ripassino quanto prima per portarci via definitivamente con loro e con il loro sospiro.


Voto: ◆◆◆◆◇
Label: Self 2012


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