lunedì 21 novembre 2016

Trompe Le Monde - Ohrwurm (Recensione)

Dio benedica il free download: da quando questa pratica si è diffusa a macchia d’olio fra le giovani (e non solo) band le possibilità di scovare qualcosa che valga la pena ascoltare sono diventate sconfinate, almeno per uno come me che riesce a passare poco tempo al pc-cellulare e non riesce quindi ad usufruire dei vari spotify-bandcamp-soundcloud-mianonnaincarriola. Ad esempio i qui presenti Trompe Le Monde me li sono placidamente scaricati dopo essermi fatto ingolosire da un brano a caso, quindi me li sono ascoltati con calma viaggiando in macchina e, alla fine, me ne sono innamorato. Tant’è che se sono qui a parlarne è per una spontanea vena di condivisione, nella speranza che le mie parole se le inculi qualcuno e vada ad ascoltarli.
Quello che ho amato fin dal primo momento di questo power trio strumentale (se si esclude qualche campionamento qua e là, tipo un estratto di Quinto Potere in Blob) è la vena cazzara che anima buona parte del disco: dal momento in cui un basso fuzzato al massimo entra in gioco nell’iniziale Senza Clienti si sale su un ottovolante di suoni lisergici e strutture mutevoli, e già il brano in questione, dopo una corsa forsennata scandita da una batteria incisiva e da una chitarra che si diverte ad esagerare col wah, si piglia un’improvvisa pausa dove il rallentamento, complice il basso all’improvviso tentennante, mi ha lasciato un’impressione di Kyuss che forse non è il paragone adatto ma uno non è che sta a sindacare sulle sensazioni: ancora qualche secondo poi e via a tutta manetta verso il finale. Doxa, la traccia seguente, espande ancora di più questo approccio: segue una linea prestabilita fatta di continui stop & go alternandola a scatenamenti sempre diversi nelle “strofe”, per poi finire con gli strumenti che a turno improvvisano su quel che vogliono come fosse la presentazione dei singoli membri (la chitarra scimmiotta la suoneria della nokia, tanto per far capire l’andazzo). Delirio, perlopiù ragionato ma non per questo meno accattivante.
Acufene (Una Stagione All’Inferno) tira fuori il lato più oscuro della band, lasciando che strofe calme condite da voci di sottofondo quietino l’atmosfera in attesa delle improvvise sfuriate, momenti in cui l’intenzione ricorda i migliori Morkobot: il finale, rilassato, non lascia meno inquieti. Blob è il brano più conciso, tutto fuzz e potenza, e complice l’inserto da film accennato in precedenza lascia un piacevole retrogusto di Fuzz Orchestra. Lo stesso andamento sembra seguirlo anche la successiva Festa Grande Sullo Scivolo A Spirale, almeno fino a quando non si apre l’ennesimo delirio: da lì in avanti sono pause di lunghezza casuale e ripetizione del tema iniziale a ciclo continuo, forse non il migliore modo di terminare un brano con energia da vendere.
Disfunzione, pezzo con cui si conclude il disco, andrebbe ascoltato con il video che lo accompagna: partendo con un basso minaccioso e risate di bambini inquietanti il brano si sviluppa come una disturbante discesa nella paranoia, che raggiunge l’apice quando la chitarra poco prima del convulso finale si limita a dissonanti rumori di sottofondo; l’ideale colonna sonora per un film horror girato da David Lynch.
Tirano spesso la corda i Trompe Le Monde, ma non si può negare che Ohrwurm sia un disco godibile e pieno zeppo di idee, intriso di una libertà compositiva che non passa però mai il limite che la divide dal puro esercizio di stile. Come detto il disco è in free download quindi non c’è niente che vi impedisca di dare un ascolto a questi sei brani, a meno che non vi stia sul cazzo.

Voto: ◆◆◆◆◇
Label: Brigante Records
Leggi l'intervista: Quando il Vento si fa lisergico

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