lunedì 15 ottobre 2012

Mondo Generator - Hell Comes To Your Heart (Recensione)

Toh guarda chi è uscito dal limbo: i Mondo Generator. Ne ha passate la formazione capitanata da Nick Oliveri, il sosia di GG Allin che ce l'ha messa tutta finora per cercare di essere al livello dell'illustre predecessore ma che si è dovuto finora accontentare di svariate denunce e cambi di lineup dovuti un po' al suo carattere e un po' alla sua ubriachezza molesta, motivo per il quale durante un tour gli altri membri della band lo avevano piantato in asso. Lui non si è mai perso d'animo, si è fatto un giro per il mondo coi vecchi amici dei Kyuss e si è ritagliato una carriera “acustica” buttando fuori l'album Death Acoustic e l'ep Dog Food, a nome Mondo Generator ma in cui appariva solitario ad urlare con un'acustica in mano fra cover e pezzi nuovi per 7 brani su 8. Ora Hell Comes To Your Heart arriva a coprire una lacuna di anni, ma sarà all'altezza dei primi episodi? Sgombriamo subito il campo da eventuali dubbi: no.
Registrato velocemente negli studi del di nuovo amico Josh Homme il nuovo disco dei Mondo Generator sembra riprendere il discorso più dell'ultimo Dead Planet che del precedente A Drug Problem That Never Existed, scorrendo sparato dall'inizio alla fine senza particolari invenzioni nel mezzo. La partenza con “Dead Silence” e il suo ritmo spezzettato e coinvolgente è anche promettente, ma ci si perde presto fra arrangiamenti banalotti conditi dalle urla onnipresenti di Nick, da una batteria che non fa certo del suo meglio per fornire energia al risultato complessivo e da una registrazione la cui qualità non è all'altezza delle aspettative. L'esempio più evidente lo forniscono “This Isn't Love” e “Smashed Apart”, brani già editi in Dog Food e che perdono il confronto con le controparti acustiche nettamente, nel caso della prima anche a causa di una registrazione anche più bassa del livello generale. Nick e compagni sembrano la copia sbiadita del gruppo che dal vivo riesce ancora ad impressionare (chi era al Magnolia nella loro ultima discesa italica può confermare), e brani come la scialba “Central Nervous System High School”non possono reggersi solo sul cantato a squarciagola di Oliveri, che dopo un po' viene addirittura a noia: “Hang'em High”cerca di alzare il tiro con un po' di ritmo in più, “Won't Let Go” ci mette dei suoni più scuri della media, “Night Calls” prova tardivamente a riciclare in maniera fin troppo simile la ricetta della traccia d'apertura, ma alla fine di questo album probabilmente rimarrà nella memoria dei fans più la conclusiva “The Last Train”. Perchè? Beh, potrebbe essere l'ultima occasione per sentir suonare e cantare nello stesso pezzo Josh Homme e John Garcia, che dopo aver fatto sperare tutti i fans dei Kyuss in una reunion al completo han deciso di litigare di brutto e di portare il proprio livore in tribunale o quasi.

Godetevi la chitarra dell'uno ed i cori dell'altro, i bei tempi son finiti e questo Hell Comes To Your Heart cerca di dimostrarlo ancor di più con questa conclusione: divertitevi con questi 12 pezzi, ma la nota più lieta che sentirete non esce dai brani perchè è una nota di speranza, quella di vedere almeno il buon Nick dal vivo dalle nostre parti quanto prima.

Voto: ◆◆◇◇◇
Label: Mondo Media



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