martedì 16 ottobre 2012

Pierpaolo Lauriola - Polvere (Recensione)

La polvere e il tempo, come sedimentazione volatile che non copre, ma conserva sotto tutto quello che magari non vogliamo vedere o che – per un anelito della vita interiore – vogliamo preservare dal logorio della visuale quotidiana, è l’elemento primario di questo bell’esordio “Polvere” del cantautore pugliese Pierpaolo Lauriola, che non solo teneramente travolge, ma abrade come una esfoliazione leggiadra quello che ci teniamo dentro come zavorra, un disincanto poetico che l’artista con una chitarra intima ed una sfilza di pensieri interiori ricama e restituisce al mondo sottoforma di canzoni in evidente stato fascinoso.

Un manifesto sonoro che comprende canzoni di ieri rivisitate nell’oggi, pezzi alcuni registrati in studio altri nella versione acustica self-made nella propria casa, pezzi, canzoni, volumetrie e cantos personalissimi che fluiscono in una sequenza musicale di immagini ed emozioni a contrasto, intriganti e a loro modo amaramente ribelli; temi sussurrati, urlati che si fanno compagni in un bel susseguirsi di melodie agre, vibrazioni come pagine bianche dove scriverci su quello che passa in un dato momento, un disco dedicato a momenti diversi o a considerazioni in cui a morirci dentro per rinascerci più in la sembra un gioco da ragazzi; l’ansia di un effetto autunnale come la vita che passa “La carne del tempo”, il lento caracollare speranzoso di “Ci consumeremo in un abbraccio”, i tocchi armonici appena sfiorati sopra open chords ariosi “L’alternativa”, “Sogni e segni”, ed il fiato elettrico che anima la bella “I silenzi”, fanno parte della visione e scansione del tempo che l’autore Lauriola disegna con precisione ed una irresistibile esposizione tra le maglie di questo ottima partenza solitaria, partenza che la dice tutta su quella che in futuro già pare essere una delle nuove forze delicate del nuovo, prossimo, cantautorato di casa nostra.


La polvere è fastidiosa se lasciata a smarrirsi in mezzo al destino, se “ascoltata” come in questo disco diventa la cosa più toccante e bella che ci possa essere in “circolazione”.



Voto: ◆◆
Label: Autoproduzione 2012

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