martedì 7 aprile 2015

Zeman - Fame (Recensione)

Il 2015 è iniziato, ma le condizioni meteo qui in Italia non sembrano migliorare. La gente è ancora profondamente sfiduciata, questa crisi non accenna a diminuire e noi siamo sempre più affamati. Gli Zeman, scommessa nuova di zecca di casa To Lose La Track, piombano agli onori della cronaca musicale con un nome che definire trasversale sarebbe riduttivo e con un disco che la dice lunga sull'attuale stato delle cose. "Fame" è tutto ciò che il popolo si aspetta, anzi esso stesso gioca un ruolo fondamentale all'interno del processo di gestazione. Una rabbia che si traduce in pura urgenza lirica, a volte perfettamente lucida, a volte un po' meno.

D'altronde la scelta di prediligere la lingua italiana a quella inglese per un disco che porta in quota un post-punk di ineludibile matrice Foals sin dai primi accor"Fermo") è abbastanza forte e costituisce una presa di posizione (e di coscienza) che non può essere sottovalutata, nè nel concept generale che si annida dietro le nove tracce, nè  all'interno di valutazioni che coinvolgono l'intero panorama italiano. Scelta, come già detto, felicissima in determinati episodi, meno in altri. Si prenda "Entusiasmo immotivato", una delle sorprese più belle: come trasporre un rock dal forte accento math in un contesto lirico del tutto inusuale. Esperimento riuscitissimo, con un ritornello che si incolla ai neuroni (chiaro / forte / importante / splendente). Dall'altro lato della medaglia troviamo momenti più deboli  e meno privilegiati: "Milano e gli amici moderni" manca di un centro strutturale ben definito e, talvolta, pecca di certi escamotage espressivi in sede di linea vocale decisamente inappropriati. Fanno sicuramente meglio "Cresco domani" e "Come i sassi in aria", sorrette da un perfetto equilibrio fra sezione ritmica e sfiziose svisate di chitarra, marchiate col sangue del post-hc in scena a Washington a cavallo fra il ventesimo e il ventunesimo secolo (Dismemberment Plan, Q And Not U).

Un lavoro nel complesso ben articolato, una proposta che porta una positiva ventata di aria fresca, che inietta nuova linfa nelle vene della scena underground nostrana e le restituisce un colorito migliore. "Fame" trasuda passione, dedizione, gioco, felicissime intuizioni. Pretende attenzione e quindi la ottiene senza alcuna azione forzata, ma increspando nettamente la superficie, segno di un importante movimento interno irradiato verso l'esterno con semplicità, efficacia e consistenza.
Qualche sbavatura c'è, ma non inficia quanto di buono mostrato, considerando la giovanissima età del progetto. Di strada davanti ne hanno tanta, questi ragazzi. Di tempo per smussare le spigolosità di una maturazione incompleta (ma non lontana) ce n'è ancor di più. Le premesse sono più che buone.

Voto: ◆◆◆◇◇ 
Label: To Lose La Track

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