giovedì 9 giugno 2016

Verano - Verano (Recensione)

Anna Viganò è una che nella scena indipendente italiana c’è già da un po’, ed ha fatto parte per un certo periodo di band come Intercity e, soprattutto, L’Officina Della Camomilla. C’è un momento però in cui decidi che puoi permetterti di fare il grande passo e creare qualcosa di completamente tuo, ed è in quell’attimo che è nata Verano, ovvero la nuova creatura musicale con cui ha deciso di veicolare autonomamente la sua idea personale di musica.
Già la traccia di apertura Cielo Su Milano lascia intendere che il synth pop è la via musicale con cui Anna ha deciso di affrontare questa nuova fase della sua carriera, ed è un pezzo piacevole quello che propone: una vocalità che ricorda nel suo incedere quella di Rachele Bastreghi, un testo evocativo (pur con qualche evitabile cliché nel finale), una buona struttura che entra in testa lasciandosi canticchiare...insomma, un ottimo biglietto da visita. Purtroppo rimane anche il miglior pezzo dell’ep.
Nevada, scelto come singolo di lancio, cambia un po’ le carte in tavola e propone un suono ancora più marcatamente elettronico, oscuro ma misteriosamente ben amalgamato con la voce soave di Anna. Purtroppo la formula rimane la stessa per tutta la durata del brano, con i ritornelli che, complice la scelta di mischiare più voci, finiscono per smorzare l’impatto emotivo. E a quel punto non basta una breve parentesi strumentale in crescendo a mettere a posto tutto.
Peggio però viene fatto con la seguente Ginger E Fred, che miscela atmosfere anni 80 alla The Giornalisti ma con poca fantasia e tanta, tanta noia. La noia rientra anche nella seguente canzone, ma in questo caso solo nel titolo: Vivere Di Noia Basterà lascia grande spazio al piano, ha un buon ritmo ed una melodia accattivante, e quasi stona la pausa in cui Pietro Paletti (anche produttore del disco) arriva a duettare con Anna. Il ritmo cala di nuovo nella conclusiva Non Esisti Mai, ma è un’illusione che viene intelligentemente violata con inserti elettronici pseudo-industrial nella seconda strofa e con un finale strumentale ben orchestrato...peccato solo che in tutto questo sia la voce a risultare l’elemento meno funzionale.

Verano è un progetto a tratti piacevole, che non fa dell’originalità a tutti i costi il proprio cavallo di battaglia ma preferisce abbandonarsi su terreni pop per cui la voce leggiadra di Anna sembra naturalmente portata. Purtroppo proprio la voce non riesce a dare quella spinta in più all’ep, trascinandosi senza forzature per tutti i cinque brani che lo vanno a comporre (tranne forse in qualche punto della traccia iniziale): questo è probabilmente il lato più debole del disco, che non essendo impeccabile neanche dal punto di vista musicale fatica a lasciare sensazioni che durino. 

Voto: ◆◆◆◇◇
Label: Garrincha Dischi






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