mercoledì 30 marzo 2011

Dino Fumaretto - La vita è breve e spesso rimane sotto (Recensione)

dino fumarettoC'era una volta Elia Billoni di Mantova, un giovane “partigiano” estroverso e curioso. A causa delle delusioni che la vita gli regala, decide di sdoppiarsi creando un organismo pluricellulare di nome Dino Fumaretto, che in seguito (un po' alla Frankenstein) si ribella e prende il sopravvento al suo creatore Elia Billoni facendone il suo portavoce e marionetta ufficiale. Mentre il burattinaio Fumaretto se ne sta intanato nel suo nascondiglio a creare filosofie e liriche teatrali, Elia Billoni diffonde il verbo fumarettiano lungo l'intero stivale.

Una trovata geniale quella di Billoni e della sua duplice personalità un po' alla Tyler Durden. Nel marzo 2010 nasce il primo vero album “La Vita è Breve e Spesso Rimane Sotto”, pubblicato da Trovarobato e inciso nello studio di Andrea Rovacchi (Julié s Haircut). L'album comprende quattordici tracce e una cover. Il primo straordinario brano è “Soffio di Vento” come prima volta per qualche ascoltatore vergine questo brano può traumatizzare, ma siate sereni perchè è solo l'inizio di un viaggio attraverso ironia combinata ad ansia, usata per raccontare la filosofia i pensieri e le originali storie di questo cantautore, che attraverso le sue mani e alla sua lirica unica, ci fa accomodare in prima fila per un fantastico teatro immaginario. Come seconda traccia troviamo “Venite Assassini” in versione restaurata rispetto a quella autoprodotta in “Buchi” (2006), sicuramente una delle tracce più valide grazie anche all'aggiunta di strumenti, ma sopratutto per il testo, che preferisco non anticipare. Quinta traccia “Fuck the World” brano già divenuto epico per il suo modo travolgente che si instaura in testa con tutte le radici, “e pensare che da ragazzino con enfasi dicevo...FUCK THE WORLD!” questa l'espressione più usata per giorni e giorni dopo l'ascolto di questo brano sconvolgentemente unico. Settima traccia “Mostra” qui Fumaretto ci racconta di essere stato in una mostra in centro davvero orrenda, ma per fortuna c'era il rinfresco che non era male; storie come questa ci sembra di viverle in prima persona grazie alla capacità unica di questo artista nel tramutare in arte tutto ciò che vuole con apparente semplicità. Traccia numero dieci per “Iiih!” il brano più ironico dell'album e forse anche il migliore in generale, visto che oltre all'ironia che dà subito al timpano c'è ben altro ancora da ascoltare ed elaborare. Una cover rischiosa quella che chiude il cd alla traccia numero quindici: “Always Look On the Bright Side of Life” tratta da “Brian di Nazareth” dei Monty Python nella scena finale, un'ottima trovata quella del fischiettio, una cover sicuramente riuscita. Un'album quasi interamente composto da voce e piano, ma vi sembrerà di assistere ad uno spettacolo fatto di svariati suoni, colori, personaggi e luoghi familiari.

Che dire, sicuramente questo giovane artista ha dato vita ad un nuovo stile sia musicale che culturale, c'è solo da augurarci che continui a evolversi su di questa strada, e che il “duo” Billoni/Fumaretto non si sciolga.

Label: Trovarobato
Voto:



dedicato a Simone Sebastiano.

0 comments:

Posta un commento

 
© 2011-2013 Stordisco_blog Theme Design by New WP Themes | Bloggerized by Lasantha - Premiumbloggertemplates.com | Questo blog non è una testata giornalistica Ÿ