mercoledì 22 giugno 2011

Gouton Rouge - Rogues Ep (Recensione)

I Gouton Rouge, nome nato da un errore di battitura, è un power trio lombardo di chiara inclinazione verdeniana con una vera passione per la potenza del mig muff. Rogue è il loro Ep d'esordio e lo trovate in frì daunlò qui. Solo tre brani, in ognuno dei quali emerge pienamente quella forza giovanile, irruenta e istintiva che porta in modo piuttosto convincente a tendere le orecchie. La prima traccia, "Si La Chasse D'Eau Ne Marche Pas (Essayez Hardcore)" in apertura spinge su derive post-rock fino alla crescita del brano che la porta inesorabilmente a percorrere i binari di una "Nella Schiuma", (brano della prima demo dei Verdena), che quasi ti aspetti di sentire urlare "rose lesbiche", anzichè "è pura libertà". "Rosso", adrenalinica ed energica al punto giusto dal cantato molto simile all'Alberto Ferrari del primo e ormai lontano album, si concede ascolti ripetuti ponendosi come la traccia meglio riuscita tra le tre. L'ultimo brano si chiama "Berenice", in onore del celebre racconto di Edgar Allan Poe, una ballata lenta e in seguito distorta, molto simile a quell' "Onan" di "Solo un Grande Sasso" Da quel che si è udito probabilmente i Gouton Rogue non brillano di originalità ma non appare comunque il caso di liquidarli in due righe accostandoli alle tante band influenzate volenti o nolenti da un gruppo come il trio bergamasco che ormai è entrato a rigor di logica nell'immaginario stilistico e concettuale di molte giovani band nascenti italiane. Più che altro, da mettere in rilievo è l'energia dei giovani (i tre, Eugenio Nizzo, Dario Bassi e Francesco Roma, iniziarono a suonare assieme appena due anni fa all'età di 16 anni) quando la musica nasce dallo stomaco e non dalla mente, partorendo spesso lavori carnali e istintivi a discapito di ricercatezza e menate di vario genere, quando ciò che più importante è suonare avendo semplicemente qualcosa da dire. Perchè tutto sommato questo Ep, pur non apparendo fresco e attuale, è un'opera prima sincera e irruenta che lascia ben accetti nell'inserirla, anche a più riprese, nel nostro lettore. Le potenzialità ci sono tutte, mancante è solo una maggiore crescita artistica e allontanamento da sonorità inflazionate, in favore di uno stile distintivo e caratterizzante che auguro ai Gouton Rogue di trovare al più presto.


Label: Autoproduzione

Voto:



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