mercoledì 29 giugno 2011

Limp Bizkit - Gold cobra (Recensione)

Gold Cobra. Un disco che ogni buon fan dei Limp Bizkit di Fred Durst ha atteso da anni. Tutti rimanemmo spiazzati dalla direzione presa dai nostri a partire dal controverso Results may vary, molto, forse troppo melodico, anche se con alcuni spunti interessanti, e in particolare dal successivo The unquestionable truth part 1, tentativo copia carbone dello stile dei Rage against the machine, dalle chitarre alla voce di Durst, irriconoscibile. L'emozione è tantissima quando comincia l'ascolto, a partire dall'opener, Introbra, la solita introduzione in stile Limp, che però al contrario delle migliori previsioni lascia presagire un ritorno ai vecchi fasti e ci consegna un gruppo tornato a sparare adrenalina da tutti i pori, un rap crossover molto potente, leggermente più ragionato rispetto agli esordi ma che finalmente convince, dalla prima all'ultima traccia, l'ascoltatore. Il ritorno di Wes Borland alla ritmica si fa sentire subito, sin da Bring it back, il cui testo parla del loro ritorno, dei loro anni difficili, specificando che sono tornati per spaccare come un tempo. Gold Cobra è uno dei migliori pezzi, munito di splendide linee melodiche e allo stesso tempo aggressive. Veramente catchy, grande numero. Shark attack sembra una versione ragionata della clamorosa Break stuff su Significant other, loro secondo disco. Il pezzo è molto travolgente e mette in risalto il tentativo da parte dei Limp di mostrare come possono ancora suonare old school. Get a life è violentissima e sembra fare il verso al loro disco d'esordio, Three dollar bill y'all, mentre Shotgun è un altro pezzo molto catchy che colpisce per la sua carica. Douche bag è semplicemente un pezzo da pogo scatenato, veramente azzeccato. Segue Walking away, prima e unica ballad ma senza perdersi nelle disperazioni di Results may vary, che non tutti gradirono. Loser è una semi-ballad che suona molto bene, Autotunage è molto catchy e si tira via tutto, con un chorus degno dei loro migliori pezzi, 90.2.10 continua su questa scia, Why try, primo singolo estratto, è veloce e incalzante, Killer in you chiude emblematicamente un disco che tutti gli amanti del crossover anni '90 hanno aspettato per anni. In questa decade di sperimentazioni nell'ambito crossover spesso senza capo nè coda, i Limp tornano con un disco facile facile ma che spinge terribilmente, così le canzoni come gli skit. Del resto è questo che ci aspettiamo da loro. Energia e adrenalina, condita da pogo scatenato. Lunga vita al Cobra d'oro.

Label : Interscope records
Voto : ◆◆◆◆◆

2 comments:

Anonimo ha detto...

Welcome Fuckin Back!!
Ho inziato con loro che ero un adolescente e oggi alla soglia dei 30 grazie a Gold Cobra posso farmi un tuffo nel passato!
Grazie Fred

Alessandro "Mister" Violante ha detto...

E' vero. Anche io ho iniziato a 15 anni e ora che ne ho 26 nonostante tutto devo riconoscere che sanno spaccare...tecnicamente ce ne importa poco

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