lunedì 31 ottobre 2011

Doc Brown – L’uomo tende all’equilibrio (Recensione)

Doc Brown – L’uomo tende all’equilibrioI Lecchesi Doc Brown - ed è cosa abbastanza curiosa da dire – non fanno solo musica, ma anche classe e “stilosità”, e lo si dice nel senso più figo del termine, il loro è un pop-rock pulito, irradiante di cariche emotive e bello come un film raccontato diverso ad ogni movenza, ad ogni ascolto; “L’uomo tende all’equilibrio” è il loro undici tracce che da l’alchimia “fisica” di quel popyes che fa buon sangue e stimola movimenti ballerini in alternanza a dilatazioni on the rocks che già da sole anticipano il buon gusto di questo prodotto. E’ soprattutto ampliato il registro espressivo e il move-up dei brani che se prima si abbandonano in climi languidi ed elettricamente eterei “Ossigeno”, “Il male del secolo”, poi lasciano emergere, a piene mani, i forti e metabolizzati legami con tutta la tradizione rock italiana, lo schitarramento dondolante “Beautiful”, lo shuffle ritmato che schiaffeggia “Occhi lucidi”, la fuga istintiva che prende aria in “La guerra di noi”, il tutto accompagnato da una verve lirica molto tardo-romantic che inspira e aspira il fog autunnale degli anni Ottanta e di tutta quella meccanica sensoriale che – poeticamente – lacerava amori, intimità e sinfonismi elettronici.

Il coraggio di questa band di persistere nell’intento di fare questo genere “declassato” dai più a nefasta categoria festivaliera, è forte e li porta ad attraversare i confini estetici o finti modaioli in un balzo, a considerare il pop come arte essenziale per dare corpo alle proprie istanze interiori, compositive e d’arrangiamento, dunque un tracciato simbolo destinato ad abbracciare ed evolvere questa tanto bistrattata forma di poesia che se in “Fosse possibile” fa gioco d’insieme vincente per rimanere nell’immaginazione, con “Romantico astrofisico” porta l’ascolto all’apice di un brioso estetismo Brit che potrebbe “accasarsi” per mesi agli attici di charts-tunes e dettare legge sonica.

Ma per sondare bene il disco è necessario ascoltarlo, e poi rendersi conto e fare incetta golosamente di tutte le sfumature che colorano questo disco dei Doc Brown, bello, a tratti entusiasmante.

Voto: ◆◆◆
Label: Discipline/ Kitchen Studio


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