martedì 31 gennaio 2012

May Day – Eppì (Recensione)

May Day – EppìC’è subito da apprezzare in questo “Eppì” della band italiota My Day lo scatto, la poliedricità e la profondità dei fendenti elettrici che si assumono in primis tutta la responsabilità di tener sveglio l’interesse di chi si trovasse davanti agli ampli stereo durante il loro “nervoso passaggio”; in bilico tra indie irsuto e rock intransigente, il trio sì da da fare adattando soluzioni amplificate, convincenti nell’aggressività, nell’impatto e nella botta di vita che le pedaliere, unite ad un’impellente necessità di “sputare fuori” un veleno vitale per il rock dei nostri giorni, procura. Cinque fucilate che attraversano lo stereo con la fumigazione della fretta espressiva, cinque sforbiciate che balzellano le vituperie dei Mistonocivo, certi Malfunk e Ovo incazzati e le ombre nere di lontani Movida che tanti palcoscenici hanno arroventato su e giù per lo stivale, un insieme di forza e poesia malata che spaccano e ricuciono alla bell’e meglio ferite e spasmi desertici, stoner “Si Signore”; sicuramente una formazione sonica sopra la media, mai un blackout od una falla tra le trame della tracklist, un flusso amperico che mette soggezione, fa arrotare i denti a chi nel rock cerca dolcezza acuminata e intransigenza sparata a mille nello stesso momento. Bella la commistione “combact” alla Clash “Supermario”, il grunge mammouth che bastona “Vedo doppio”, l’epilettico viatico mid-punk che fa fibrillare la stesura completa di “Vecchio” e gli anni novanta che sferragliano tutta la loro maestà prepotente vitalità innocente tra le costole di “Intro” e bella anche la complicità stilistica che i May Day introducono – come un’iniezione d’anfetamina industriale – nel mezzo di una direzione precisa, dritta e autentica, quel fantastico sabotare consunte linee guida del solito bailamme elettrico nelle quali la band intelligentemente non si riconosce. Eppì, questo cinque tracce veloce come un fulmine non è la solita meteora che illumina, fa scia e scompare lasciando solo l’innocuo risentimento per un tempo sonoro risicato, ma una cometa energetica che arriva a manetta per creare stupore vero e per saziare la fame di buon rock, che arriva non solo per fare pulizia da ipocrisie, ma per dar fuoco ai “falsi comandamenti” delle tantissime falangi brit-pop inconcludenti che ammorbano intorno. My Day, My Day, si avvistano serie perturbazioni in arrivo.

Voto: ◆◆◆◆◇
Label: Autoproduzione

5 comments:

Anonimo ha detto...

uguali ad uguali di uguali..., la prossima metamorfosi sono i finley :( bella la voce

roberto

Anonimo ha detto...

Grandissimi!
Paragonarli ai finley mi sembra davvero gratuito! Ma la differenze tra Critica e Cattiveria si trova nella capacità di distinguere di chi legge i commenti non nella semplicità di chi li scrive!

Anonimo ha detto...

QUANTI CONIGLIONI E CODARDI ANONIMI DEFICENTI GIRANO PER IL WEB

Anonimo ha detto...

mi sono firmato, roberto. E poi penso che si evinca la provocazione finley. I gusti sono gusti. Anche la critica musicale si basa su questo volenti o nolenti e non sono d'accordo con quanto scritto, tutto qui. Altrimenti i critici sarebbero superpartes e invece no. Bella voce, ma veramente ogni tanto mi sembrano strasentiti tutto qui, lo dico con pace come ho detto della voce che è bella. stop. Poi leggere coniglioni anonimi fa ridere quando ti sei appena firmato e chi te lo dice non si firma! :D

Anonimo ha detto...

Io Sono quello del secondo commento e non quello che ha detto coglione! Immagino dicesse a me me però!

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