giovedì 9 febbraio 2012

Il Teatro Degli Orrori - Il Mondo Nuovo (Recensione)

Il Teatro Degli Orrori - Il Mondo NuovoPer il secondo anno consecutivo gennaio sembra suggerirci il perfetto binomio per contrastare le rigide giornate invernali: sentimento e quantità. Dopo il dilatato ed esclamativo "WOW" firmato Verdena (uscito ormai dodici mesi fa), gennaio 2012 ci regala sedici tracce distribuite in un'ora abbondante di muro del suono e tragedia. Capovilla e soci non hanno certo bisogno di presentazioni. La loro nuova fatica si intitola "Il Mondo Nuovo".

Per giorni ho pensato a come stendere un commento sensato e dignitoso sul nuovo lavoro de Il Teatro Degli Orrori senza mai trovare parole e pensieri che esprimessero in maniera soddisfacente quello che le mie orecchie e la mia pelle percepivano in fase di ascolto. Complice il fardello di "salvatori del rock all'italiana" che il gruppo si porta appresso da qualche anno, sembrava che "Il Mondo Nuovo" dovesse a tutti i costi suonare alle mie orecchie come una sorta di capolavoro. Me ne ero quasi convinto finchè, nel bel mezzo di una sempre troppo breve pausa caffè, la sensazione di piacere derivata dal tepore della tazzina stretta tra le mani è stata interrotta dalla voce decisa di Paolo: "Hai sentito il nuovo del Teatro? Come Lo trovi?". Non ho potuto fingere. "Il Mondo Nuovo" è un ambizioso concept-album che parla di persone, di partenze (spontanee o forzate), di affetti lontani, di affetti perduti, di cambiamenti, di una quotidianità lontana ma mai così vicina alla nostra. "Il Mondo Nuovo" soddisfa solo parzialmente le aspettative createsi negli ultimi mesi; se da un lato i fan di vecchia data potranno crogiolarsi tra le ritmiche sostenute e distorte di Rivendico, Non Vedo L'Ora e Martino, tracce che richiamano l'urgenza sonora degli esordi (L'Impero Delle Tenebre - La Tempesta Dischi, 2007), difficilmente si troveranno a loro agio con i reading drammaturgici di Adrian e Vivere e Morire a Treviso, a mio avviso tra i pochi episodi interessanti, in termini di originalità, dell'intero lavoro. La lista di comparsate è lunghissima e proviene direttamente dalla cesta della miglior musica italiana attualmente in circolazione: Appino (Zen Circus), Egle Sommacal e Stefano Pilia (Massimo Volume), Rodrigo D'Erasmo (Afterhours), fino a Caparezza e Aucan la cui presenza si percepisce in maniera netta, decisa e balisticamente non ingombrante nella krauta Cuore D'Oceano. "Il Mondo Nuovo", nel complesso, può essere letto come un disco di passaggio, controverso, una degna ma non particolarmente brillante prosecuzione di "A Sangue Freddo" (La Tempesta Dischi, 2009) che aggiunge, grazie alla cura nelle liriche, un piccolo importante tassello all'ambizioso e personale progetto della band di unire chitarre distorte e boccascena, intento che il gruppo non ha mai tenuto celato.

Finito il caffè Paolo ringranzia mentre io, sul finire della pausa, scruto malinconico il fondo della tazzina alla ricerca di mondi paralleli, nella speranza, questa volta, di trovarne di nuovi.

Voto: ◆◆◆◇◇
Label: La Tempesta Dischi / Universal

1 comments:

Anonimo ha detto...

Lavoro troppo prolisso, strabordante. Qualche taglio in qua e in là secondo me avrebbe giovato al disco. Ero molto incuriosito da questo lavoro e, anche per me, mezza delusione.

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