sabato 21 aprile 2012

Teodasia – Upwards (Recensione)

Si affacciano sulla scena ufficiale i veneti Teodasia con il disco “Upwards”, disco di passione e fiamme simphonic metal, esuberanza sonora e vocale che sfreccia a mille tra le più variegate sensazioni – cinematiche e a tratti progressive – d’ascolto; dodici voli pindarici e metallizzati che hanno una missione precisa, cercare di subissare le coordinate di volo d’Epica, Nightwish o dei nostrani – tra i tanti – Elvenking, e loro ci riescono, la loro infinita lotta tra il bene ed il male, i loro spazi epici e irraggiungibili di fantasy sono tra le corde vocali strabilianti di Priscilla Fiazza, la sacerdotessa officiante di questo disco d’aria, fuoco e acqua, ed è una guerra già vinta in partenza, con quella forza mistica di fascino e potenza che non lascia debiti espressivi o tantomeno d’insufficienza coreografica virtuale.
Pelli, chitarre volanti, sintetismi aerei, rock, metallo e poesia stratificata fanno di quest’album un volo infinito in qualche finisterre o Terra di Mezzo, un mondo a parte che si costituisce sotto l’ombra fantastica di panorami e contenuti “fantastici” che omaggiano la frenesia maxima di essere altrove, in alto o in largo nell’infinito delle leggende; power metal dolce e amaro, doppie pedaliere e sferragliate elettriche che squarciano il cuore “Temptress”, atmosfere destabilizzanti e marziali “Lost words of forgivenes”, sinfonie poetiche e sognanti che portano un raggio di luce “Clarion call”, momenti di tristezza solitaria “Aurora” o i Manowar che fanno ectoplasma irraggiungibile in “Pandora’s knight”.
Priscilla Fiazza voce, Nicola Falsone basso, Fabio Compagno chitarre, Francesco Gozzo batteria e Michele Munari alle tastiere, arrivano con un disco che fa rumore, a suo modo spirituale e con tutti i crismi messi in fila per allargare le percezioni di tanti orecchi ovattati e oramai assuefatti al niente, a quei voli radenti o ai non decolli che la musica d’oggi esprime; loro, questi elfi alati tra divinità della ionosfera e alieni d’altri tempi traghettano l’ascolto in un pathos senza confini, in una dimensione interiore a 3D, in quell’ immaginifico rapporto d’amore tra il metallo e la prosaicità degli alti, supremi spazi “Eulogy" Teodasia, e addio alle catene dell'anima.

Voto: ◆◆◆
Label: AB Records 


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