mercoledì 20 giugno 2012

Bosio - L'abbrivio (Recensione)

E’ sicuramente con l’idea di volersi lasciare alle spalle la riva del “dietro le quinte”, che Pietro Bosio (ex bassista e arrangiatore di Laghi Secchi, Numero6 e Tarick1) e suo fratello Enrico (vocalist degli En Roco)  prendono il largo con “L’abbrivio”. Termine abbrivio che la dice lunga sul loro primo lavoro e in effetti questa nautica parola, cara a gente che come loro viene dal mare (Genova), è usata per cosa o persona che si muove con forza dalle rive.
Ed è proprio nella seconda canzone “Lontano” che sentiamo questa forza, accompagnata da una dolce chitarra ed un timido banjo, in un melodico ritornello di un viandante smarrito, silenzioso scatto che ricorda sicuramente una malinconica Genova.
Paesaggi, dolci melodie e banjo compaiono chiaramente anche in “Cimento”, ma non si può certo dire che il primo lavoro dei due fratelli Bosio , accompagnati da Giorgio Augerinos alla batteria, sia a senso unico.
Abbiamo infatti ben undici abbinamenti, varietà di temi, grande esperienza musicale e soprattutto genuinità di testi in questo disco.
Spazieremo  dall’ironica “No Vatican No Taliban” in cui il tema politico ed anticlericale si accompagna deliziosamente ad un sottilissima melodia che esploderà solo alla fine in un assolo di chitarra elettrica e synth, alla ben più introspettiva “Che fare?” che, con i suoi solo tre minuti, ci fa letteralmente cambiare umore. Il tutto ovviamente viene stravolto dalle successive tracce che con assoluta consapevolezza di contrasti e sperimentazioni ci portano “In auto” dove non si può non notare la comparsa del  violino o la dolcezza dell’immagine dei pesci che volano.
Ma parlare di canzoni forse è riduttivo, direi piccole perle quotidiane, e forse l’ultima,“Verrà la pioggia”, a non pochi suonerà come una vera e propria poesia, una di quelle che non riuscirà a scivolare via, ma pulserà dentro  tra synth, violoncello e battiti con un coro che continuerà a riecheggiare nella testa.
Cantautorato contraddistinto da filosofia e stile che riflette fedelmente un realismo naif che forse Pietro stesso ha vissuto negli anni d’attesa.
Attesa, concepita un po’ come Bukowski scriveva : “Aspetti, e se non succede niente, aspetti ancora un po’. E’ come un insetto in cima al muro. Aspetti che venga verso di te. Quando si avvicina abbastanza, lo raggiungi, lo schiacci e lo uccidi. O se ti piace il suo aspetto ne fai un animale domestico.” I Bosio hanno atteso e ciò che noi ascoltiamo è solo realtà “addomesticata” in musica, e che musica…

Voto: ◆◆◆
Label : The Prisoner Records



1 comments:

nino dangerous ha detto...

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