mercoledì 24 ottobre 2012

Raggi Ultraviolenti - E’ tutto un fake! (Recensione)

Gli energetici anni 90 italiani del punk dalla testa pelata o dal ciuffo impomatato, i ruggenti e ringhiosi move-on contro tutto e tutti, i ritmi sudaticci e inneggianti alla rivolta su stile Punkreas, Pornoriviste ecc ecc ritornano a loud sventrato in questo “E’ tutto un fake!” del quartetto piemontese Raggi Ultraviolenti, una disco abbondantemente innaffiato di elettricità, anthems e istigazione al pogo invalidante, undici cariche incorporate in una velocità d’esecuzione che fa spettacolare e furibondo “bordello” fino alla fine del suo percorso sullo stereo.

E’ facile dire “è solamente punk rumoroso che finisce nel momento stesso in cui inizia”, è ancor più facile snaturarne l’attitudine invece che esaltarla con frasettine del tipo “il punk tricolore non è altro che un poppettino leggero solamente girato a folle velocità”, ma per chi abbia raggiunta la maturità alla quale non corrisponda più uno slancio chiacchierone e becero, quello che questi ragazzi suonano – come altre similari e centinaia di band – non è sperpero di corrente elettrica pur di far qualcosa ch possa fracassare il testicolame al condomio vicino, ma pura e vera esigenza comunicativa, baldanzosità e freschezza emotiva che si tramuta in suono e frecciate, una rumorosa linea di credito verso una società bieca e falsa che ancora si regge in piedi sui soprusi contro chi sta sotto.

Dicevamo seminalità anni 90, marpionaggine e goliardia al cubo, scosse amplificate nella norma “anormale” e gustosi canovacci rebel che vanno a rafforzare una tracklist ulteriormente già infuocata di suo, tutte particolarietà che potrebbero interessare anche orecchie non prettamente punkiste, con passaggi a forza nove e potentemente radio-oriented “Fake!”, “Carriera da velina”, la fine del mondo annunciata dai Maya “2012” o la ska-reggaeggiante “ Skandre”, insomma chi si era preoccupato del logo della band si deve ricredere, i nostri Raggi Ultraviolenti non sono poi quegli aggressivi vituperati come si vuol far credere ma simpaticissime canaglie organizzate che della loro voglia di far musica ne fanno un detonatore, un innesco sempre vigile su quello che in questa sporca realtà in cui si sopravvive la fa da padrone, e la fanno senza perdere un colpo, un milligrammo di entusiasmo incandescente “Non vorrei”, una particella di verità scottante “Dentro il parlamento” o una pulsione calorosa dalla quale non si può fare a meno “Clitoride”.


Una folgore in questo laps grigio depressivo, questo i Raggi Ultraviolenti portano in dote e se l’idea di ascoltare questo bel uragano elettrico vi infastidisce in dismisura, mi accodo al quartetto e, cambiando il significato del titolo, vi auguro un sonoro “FAKE YOU”.


Voto: ◆◆◆
Label: Autoproduzione 2012


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