lunedì 17 dicembre 2012

Craxi - Dentro I Battimenti Delle Rondini (Recensione)

I Craxi sono morti, viva i Craxi. Così come l'uomo da cui prendono il nome anche la superband formata da Gabrielli, Fiori, Cavina e Belfi è passata a miglior vita, prima ancora di pubblicare questo Dentro I Battimenti Delle Rondini, disco che hanno comunque voluto donare alle masse che penzolano dalle loro labbra, abituate ai lavori sopraffini delle varie band di cui fanno o hanno fatto parte (citando in ordine sparso: Zeus!, Mariposa, Calibro 35, Rosolina Mar, Afterhours). Avranno stupito tutti anche stavolta? Diciamo di sì.

L'album d'esordio e di commiato dei Craxi è strano: non è certo il classico album rock tutto in 4/4, ha anzi molta inventiva, ma i brani sono spesso ripetitivi in maniera quasi insopportabile. Prendiamo “I Diari Dei Kamikaze” e “Le Ali Di Alì” ad esempio: la prima mantiene uno schema fisso claustrofobico dall'inizio alla fine, con cori continui che diventano insopportabili già alla seconda ripetizione, la seconda vive di rendita su un giro di basso potente ed efficace ma che non basta a reggere per quasi 4 minuti il pezzo, che si anima un po' nel finale abbandonando i rumorismi di sottofondo che fin lì si erano rivelati ben poco efficaci. Alessandro Fiori, preso dalla voglia di sperimentare, si lascia andare fin troppo e qualche volta, vedi la prima parte di “S'Appressa La Morte, Non Ci E' Dato Sapere Cosa C'E' Al Di Qua”, sembra quasi l'anello debole della catena coi suoi vocalizzi melliflui, ma per fortuna le cose migliorano pian piano, e la seconda parte del disco si rivela ben più piacevole e piena di inventiva. “Santa Brigida” guida la carica, convogliando in pochi minuti un'irruenza sonora solo sfiorata dalla precedente “Drive Inn”, “Se Me Lo Chiedi Dolcemente” amplifica il discorso noise dilatandolo in 7 minuti abbondanti disturbanti e la title track alterna efficacemente tratti malinconici a sfoghi violenti a mille all'ora. Un panorama sicuramente migliore rispetto alla noia che si respira in precedenza, piuttosto e anzichenò.

Forse sono io che non capisco l'arte e non l'ho messa da parte, ma la voglia di sperimentare di questi 4 mostri sacri mi è sembrata sfociare troppo spesso nella noiosa ripetitività. Dentro I Battimenti Delle Rondini è affascinante e snervante allo stesso tempo e non ci è dato sapere come si sarebbe evoluto col tempo, questi 11 pezzi rimarranno ad epitaffio di una band i cui componenti staranno già da tempo pensando ad altro. Poveri Craxi, rimasti orfani troppo presto. Non povero Craxi, poveri Craxi.

Voto: ◆◆◆◇◇
Label: Tannen



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