giovedì 10 gennaio 2013

Holiday In Arabia - Open Ending (Recensione)

Sebastiano Confetta e Marco Ghidelli, uniti sotto il moniker Holiday In Arabia arrivano al secondo lavoro discografico “Open Ending” (licenziato per la parigina Baffo Music), con la sicurezza artistica di affrontare esperimenti e sincronizzazioni oramai ben collaudati, con la suggestione e ricordi Kraftwerkiani inzuppati nelle sottotonalità stilistiche degli Aucan post-rock, wave dark, ed il sintetico pop che fa tanto anni Ottanta e dipendenze annesse.

E’ dalla malinconia trasformata che il duo prende gli ingredienti per poter insonorizzare la sua immaginazione in movimento, elettronica fluorescente catturata da divagazioni ambient Belinesi che si allarga e restringe in un simbolismo elettronico ambizioso e affascinante; da tutto ciò me scaturisce un album apparentemente dissonante, ma con un buon impatto allucinato, ricco di arrangiamenti divergenti e corredato da nebbie e fuliggini che ben rappresentano lo stato onirico del costrutto, senza contare la sperimentazione che è poi la parte migliore delle loro intenzioni. Gli HIA ritornano con un disco che non lascia spazio o dubbi sulla sua portata d’interesse, certo non è quell’impatto immediato che lo fa amare al primo lap, ma una volta fatto “replicare” attraverso il giro fisso dello stereo, questo simbolismo elettronico comincia a prendere tutte le funzioni atmosferiche e psichedeliche mettendole poi a portata d’orecchio.
Belle le liquide onde che infrangono “1960”, la dance ipnotica che ammalia “Whispering” e “Petrolio”, drogato il trip-.hop che sballa in “Low pass” come cosmico il pads che inonda “Budavari”, fino ad arrivare alla sperimentazione pura, al caos organizzato che in “Tegel”  ci strappa dalle nostre sicurezze terrestri per portarci di gran carica verso le nebulose amarcord di lontani Can e Amon Duul in regime acido. Rimane sempre il fatto che dischi come questo faranno penitenza a tempo indeterminato negli anfratti delle nicchie, ma forse è anche un bene, perche le cose preziose non tutti le capiscono, e non tutti – poi – se le meritano.
Un ottimo disco di “fuga”, mentre il mondo sta andando in malora intorno.

Voto: ◆◆◆
Label: Baffo Music 



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