giovedì 3 gennaio 2013

La Notte dei Lunghi Coltelli - Morte a Credito (Recensione)

Il primo ad alzare la testa in questa lunga pausa che si sono dati gli Zen Circus dopo l'uscita di "Nati per Subire" e l'infinito e felice tour che ne è seguito, è Karim Qqru, il batterista sardo. Che parte in quarta con un progetto ambizioso ma che ha nella spontaneità e nella freschezza della messa in atto il suo punto di forza. È hardcore/punk italiano vecchia maniera che si contamina con sporcizie e tensioni ambient, marzialità elettronico-industrial e poesia scura, con Karim a suonare la chitarra e urlare (come faceva all'inizio della sua carriera musicale con LWE e Lillayell, prima di scoprire la batteria) assieme a Izio Orsini al basso (Jackie O's Farm) e Ale Demonoid alla batteria (Exilia). L'ambizione è chiara sia dal titolo dell'album che dal nome dato al progetto. Da una parte Céline e dall'altra Camus, ma sopra tutto la furia e la spontaneità hardcore di band come Indigesti, Crash Box, Belli Cosi, Negazione e Contropotere giusto per dare delle coordinate sonore e attitudinali a questo debutto. Ed è l'essenzialità punk la bellezza di "Morte a Credito", che scorre fluido nei suoi 32 minuti, che quando finiscono ti chiedi immediatamente:"di già?". E ne vuoi subito ancora! Cantato in italiano (ma anche in francese e in sardo, rispettivamente in "J'ai toujours été intact de dieu" e "D'isco deo", qui alla voce c'è Diego Pani) con la stessa urgenza con cui erano cantate le perle delle band sopra citate, in un vortice denso di significati e significanti, tra slogan e concetti, rimandi a Céline, Camus e Prévert (la sopracitata "J'ai toujours été intact de dieu") per una mezzora ficcante ed eccitante come poche. Hanno partecipato al disco Nicola Manzan (Bologna Violenta), Aimone Romizi (Fast Animals Slow Kids), Emanuele Braca (Velvet Score), Diego Pani (King Howl Quartet, The Giannis): ovvero non certo degli stronzi qualunque, a dare ancora più grinta e credibilità alla bomba sonora che è "Morte a Credito" e a ribadire quanto sia uno scombussolante ed esaltante concentrato sonico punk basico che non lascia indifferenti, assolutamente scevro da paraculismi o facilonerie: spontaneo. Al varco, dopo questa esaltante sorpresa inattesa, si attende l'esordio solista di Appino col suo altrettanto ambizioso "Il Testamento", in uscita il 5 marzo per La Tempesta, accanto ai sodali Giulio Favero e Franz del Teatro degli Orrori, con cui si accinge a registrare in questi giorni. E poi una domanda viene spontanea: e UFO?


Voto ◆◆◆◆◇
Label: Black Candy Records

1 comments:

miguel buonanno ha detto...

che cagata pazzesca

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