venerdì 7 giugno 2013

Fine before you came - Come fare a non tornare (Recensione)

Poi capita che un giovedì di giugno, uno dei primi giorni davvero caldi della stagione, tutta questa primavera si trasformi rapidamente e inesorabilmente in un inverno glaciale.
Così, come se il freddo non se ne fosse appena andato, e l'ennesimo temporale non fosse passato solo questa notte.

Il 21 luglio dell'anno scorso l'attività dei FBYC si era improvvisamente congelata dopo un concerto di devastante intensità di fronte ad un adriatico instancabile, finita la tempesta sembrava tutto fermo, sembrava tutto immobile, fino a un giovedì di giugno.

Come fare a non tornare è, chiariamolo subito, un disco completamente diverso sia da “Sfortuna” che da “Ormai”: cambiano i riferimenti musicali, cambia l'uso dei testi, ci si compone davanti un disco fatto di sottrazione. Meno parole, meno suoni, meno enfasi, meno chitarre, tutto meno. Doppie negazioni che arrivano a un suono di insieme che trascende la musica stessa e diventa sentimento.

I Fine Before You Came, e mi spiace dovere usare questa definizione, sono un profondo canale di dolore. Sono convinto che non lo vogliano essere, sono ragazzi splendidi, fermi in una gioia indicibile, di una gentilezza e disponibilità imbarazzanti. Ma l'ascolto della loro musica mi produce solo dolore, un sentimento di perdita e caducità definitivo. “Un giorno saremo seduti alla stessa tavola / tu ruberai il boccone buono dal piatto di un altro / non farai caso a quanto sporchi sono i miei jeans / e finalmente ascolterai cos'ho da dirti / non è vero che non ho imparato niente.” Le parole sono importanti, lo sono sempre, lo erano in Sfortuna, lo erano in “Ormai” lo sono in “Come fare a non tornare”.
Questo terzo disco in italiano dei FBYC è un atto d'amore verso se stessi, nonostante l'amarezza di fondo, verso l' essere uomini, pezzi di carne, esseri umani nonostante il disagio e l'enormità del peso della vita.
Proseguendo il percorso intrapreso con il progetto VRCVS, che vedeva coinvolti alcuni componenti della band, Lietti e soci hanno deciso di non fare e non farsi sconti. Sempre per sottrazione, questo sarà il disco che sancirà una certa fine “commerciale” dei Fine Before You Came. Non rimane niente degli anthem da cantare tutti assieme sotto al palco. Niente. Rimangono solo la polvere e l'amarezza. Non c'è rabbia, c'è rassegnazione.


Come suona “Come fare a non tornare”? Come i Codeine in jam con i Perturbazione di “ In circolo”. Ma davvero, parlare di questo disco cercando di dire qualcosa di sensato sarebbe inutile, sono emozioni che filtri. Elabori. E che poi esplodono.

Come fare a non tornare? Scrivendo un disco così, perso nel deserto dei ricordi.

Sotto il mio ufficio è appena passato un uomo urlando e chiedendo aiuto e ha ripreso a piovere, ed è ancora pomeriggio, e fuori quel che resta del sole non tramonterà per almeno altre due, tre ore. Tutto in un giovedì di giugno. Tutto quanto.

Voto: ◆◆◆
Label: Tempesta/Legno


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