martedì 29 ottobre 2013

Braids - Flourish//Perish (Recensione)

Native Speaker era pieno di chitarre, ma già lasciava intra(sentire) un latente cambiamento, una sterzata decisa verso altre suggestioni da esplorare ed elaborare per dare alle note e alle uscite di suono quelle derivazioni free di presagi elettronici e fascini digitali. Il trio canadese dei Braids poi hanno mantenuto le promesse sommesse e nel nuovo Fluorish//Perish, i giochi sono letteralmente cambiati, prendono direttrici gaz e verticali cosmique e li avvolgono in una patina gommosa prima di darle in pasto agli ascolti, e quello che c’è subito da puntualizzare è che una musica per alchimie composte, piena di quelle logiche che dettano nuove espansioni mentali per viaggiare senza mai muoversi d’un millimetro.
E’ un’elettronica gentile, pensata e composta durante i trasferimenti su strada tra un tour e l’altro, un progetto sinuoso, dreaming ed in fondo umile, che distribuisce un florilegio di modulazioni ed armonie incontaminate, musica che con un computer e una forte intensità emotiva arriva dove le altre rimangono addietro, un percorso che potrebbe risultare algido al solo pensiero, ma nulla di più deviante in quanto – straordinariamente – il tutto gioca a favore di un calore inaspettato e di una sostanza volatile che accarezza come un amore tenero.
Dieci  stati d’anima che si mettono in fila aspettando il loro turno naturale di sublimazione, dieci brillantini della consistenza selenica che appena escono dai coni stereo ti afferrano e ti portano nel loro “tutto” fluido e appeso, fino a mischiare sound e realtà in una materia inafferrabile; anche le ritmiche di sottofondo – sempre carezzevoli – fanno la loro giusta parte nell’arte ricamatoria, come ad esempio nelle arie frizzanti di una prima mattina “Fruend”, tra il fluido cromatico di “Hoaasak”, negli imput digitali espansivi “Together”, “Amends” o come la bella nuotata nella via lattea di “In kind” che da l’esatta dimensione allargata di questo ottimo lavoro dei Braids.
Un disco che trova spazio tra lo “spazio”, e noi un ascolto privilegiato tra il magnetismo dell’elettronica dolce, noiseless.         

Voto: ◆◆◆
Label: Full Time Hobby

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