lunedì 13 gennaio 2014

Lantern - Diavoleria (Recensione)

Ancora ingabbiati nel mood di fine anno e con l’aria viziata dei consuntivi che impregna ancora le nostre stanze, l’album d’esordio dei romagnoli Lantern è il taglio del nastro che recide e sancisce l’anno venturo ancora ammantato dall’aura di un miraggio offuscato.

Seguito di “Noicomete”, EP autoprodotto affacciatosi dalla balconata di un fiorente revival screamo durante l’estate del 2012, “Diavoleria” riveste l’ansiogeno ruolo di famigerato debutto in maniera concettuale, piuttosto che sul versante di mero minutaggio terreno.
Se alla durata lorda di 20 minuti scarsi si sottraggono al netto di quasi 5 minuti di estratti audio tratti dal film di Woody AllenCrimini e misfatti”, rimangono 15 minuti serrati di hardcore duro e puro (come già anticipato, l’aria di rendiconti e bilanci è ancora nelle nubi di CO2 che respiriamo ogni giorno).

“Diavoleria” possiede, per l’appunto, questa duplice forma di EP dall’atteggiamento maturo di un LP, presentandosi come un vero e proprio mini concept esistenziale che sgrana pillole velocissime di lezioni di vita quotidiana (la citazione Distante scalpitava dietro l’angolo in attesa di palesarsi), a suon di hardcore/screamo serrato e quanto mai, da questi lidi adriatici, così compatto e dritto ai punti deboli di ogni potenziale ascoltatore.
Spolverando il “momento lacrimuccia” che fa sempre alzare l’audience nella patta, la citazione dei Distanti è voluta proprio per comprendere a pieno la caratteristica pregnante di “Diavoleria”: “Mamba nero”, ultimo iato della band forlivese, condivide lo stesso vezzo artistico di EP che tende ad ambire alla sostanza di un LP, centrando il proprio obiettivo senza sforzi eccessivi.
Minima spesa, massima resa.
A discapito, dunque, della fulminea durata di “Diavoleria”, la carne imbastista sul fuoco dei Lantern è tanta e pregna di vita pulsante. Attraverso staffilate hardc(u)ore d’assalto (“Inferno a rotta di collo”), crollano viscerali estratti di vita e morte (“Antonio”), nostalgie canaglie (“Siberia”) e probabilmente il miglior studio antropologico sull’universo femminile (“Il segreto delle ragazze”) che possiate trovare in giro, perfettamente riassunto in questa frase d’impatto immediato e privo di orpelli interpretativi: “Il segreto delle ragazze, il sangue”.

Così via verso l’uno-due finale aleggiante tra echi di Raein (“L’invincibile S50”) e affinità&divergenze con i  rosei blacksters Deafheaven (“Profeta”), l’esordio ufficiale dei Lantern è un concentrato di profondità concettuale e musicale, velocemente assimilabile senza le controindicazioni fugaci che la rete ormai impone in maniera endemica.
Sostanza e fruibilità difficili da scovare.

Free download QUI.

Leggi qui la nostra intervista ai Lantern.

Voto: ◆◆◆◆◆
Label: V4V/Fallodischi/ Flying Kids Records

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