giovedì 6 marzo 2014

Piers Faccini - Between Dogs And Wolves (Recensione)

Fin dalle prime note e dai primi versi di Black Rose si intuisce i territori che batteremo avventurandoci all’ascolto di Between Dogs And Dogs, quinto disco di Piers Faccini, cantautore nato in Inghilterra da padre italiano e madre inglese e vissuto praticamente da sempre in Francia, influenze "geografiche" che in questo Between Dogs And Wolves  risultano più che evidenti sia musicalmente che nei testi e non solo perchè c’è un brano cantato in francese ed uno in italiano.
Un disco intriso dallo spirito e la malinconia di Nick Drake che aleggia dappertutto, ma anche dalla liricità di Leonard Cohen e certe atmosfere care a Bonnie Prince Billy.
Ma poi, magari, ognuno di noi potrà trovarci anche qualche altra fonte di ispirazione.
Riferimenti importanti e Piers si assume questa responsabilità e la porta avanti in modo personale con pochi amici che lo aiutano.
Vengono accuratamente evitati strumenti elettrici e percussioni e la parte musicale viene sostenuta principalmente dalla chitarra acustica e dal piano suonati da Piers, insieme ad altri strumenti, quali dulcimer ed harmonium.
E mentre lui si cimenta in quasi tutti gli strumenti, ci sono pochi altri amici ad accompagnarlo: Jules Bikioko al double bass, Dom La Nena al violoncello, praticamente in tutte le canzoni, entrambi anche impegnati ai cori, ed il “nostro” Rodrigo D’Erasmo al violino in Pieces Of Ourselves che, forse più delle altre, sembra una canzone ritrovata in un cassetto dalle parti di Tanworth-in-Arden.
Musica scarna ma essenziale, discreta mai invadente, che lascia protagonisti la voce, a volte solo sussurrata di Piers, ed i testi in cui è l’amore, dolce, appassionato, quasi sempre, per certi versi disperato che ispira tutte le composizioni.
Quello per una Rosa Nera “I was the skin for your thorns, the pale light for your bloom”(Black Rose) oppure per la ragazza nell’angolo “come my girl in the corner, even wrapped up you’re bare, you move like wind on the water, when the weather is fair” (Girl In The Corner), o quello leggero come una piuma per  un cuore di pietra“if your heart should turn dead as stone, stop this fire consuming me alone”(Feather Light).

Canzoni dagli umori profondamente autunnali quindi, con riflessioni sulla (propria) vita “ricordo una volta ma non quando, il tempo sai ti lascia andare, perché il passato fa male, forse è il momento di partire” (Il Cammino), “pieces of me in word I spelt too late, now that the door is closed and I’m out on the street” (Pieces Of Ourselves), ma da ascoltare e fare proprie in qualsiasi momento, magari anche quando l’inverno cederà il posto ai primi tepori primaverili, visto che Piers ce le presenterà proprio in quel periodo, nella prossima tournee italiana dal 14 al 22 marzo.

Voto: ◆◆◆◇◇
Label: Beating Drum



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