lunedì 7 settembre 2015

Verdena - Endkadenz Vol. 2 (Recensione)

Verdena - Endkadenz Vol. 2
L'estate è finita e settembre si porta dietro un sacco di bei dischi e altrettante novità, tra cui la seconda parte di Endkadenz, opera dei Verdena che tanto è stata omaggiata da febbraio in poi da fan ed "esperti" del settore. Il trio bergamasco, dopo aver portato a spasso per lo stivale Endkadenz Vol.1 in un tour tanto lungo quanto estenuante ora deve fare i conti con il secondo capitolo che aspira ad avere lo stesso successo, o quasi. Svanito l'effetto sorpresa e novità del post-Wow, è il momento di tirare le somme su questo prodotto importante della carriera in ascesa di Alberto, Luca e Roberta e lo faremo tenendo in considerazione Endkadenz come una singola opera, dato che la separazione in due volumi è stata voluta unicamente dalla Universal riluttante all'idea di pubblicare un nuovo disco doppio. Le sonorità infatti, non si distaccano per nulla o quasi dal primo volume, anche se si segnala un'atmosfera meno cupa e tesa rispetto al lavoro uscito a febbraio. Ai nastri di partenza troviamo "Cannibale", un brano di rock essenziale e potente che riesce a dare bene l'idea di quello che sarà il motivo trainante di tutto il disco. Se nel volume 1, "Puzzle" dava la prima sterzata decisiva al lavoro, stavolta tocca a "Dymo" che è il corrispettivo esatto della seconda traccia precedente: pianoforte in levare nell'incipit, voce effettata e stacchi finali da cantare a squarciagola. Procedendo troviamo il singolo "Colle Immane", anche qui impossibile non notare la corrispondenza in ordine numerico con il primo singolo "Un pò esageri", piazzato anch'esso in terza posizione nel volume 1. La scelta di piazzare le tracce a specchio un pò lascia spiazzati, ma la resa è comunque buona, specialmente perchè il disco è destinato a crescere ascolto dopo ascolto e man mano che si va avanti con i brani. " Un blu sincero" ammorbidisce i toni, ma il meglio inizia ad arrivare con le atmosfere tribali di "Identikit", che si avvale dell'apporto di Marco Fasolo, frontman dei Jennifer Gentle, in grado di regalare un'impronta stilistica del tutto personale e notevole a livello artistico, seppur condita da certi motivi battistiani che tanto ritornano in questi ultimi Verdena. Il primo pezzo davvero forte del disco, nonchè probabilmente il momento più alto forse dell'intero Endkadenz è rappresentato da "Fuoco amico I" e "Fuoco amico II: pela i miei tratti", una combo di rock primitivo, energico e visionario, un mix perfetto di psichedelia e potenza sonora che mancava dai tempi di Requiem e che si era ritrovata solo a tratti in seguito. "Nera visione" è il pezzo che non manca mai in ogni disco dei Verdena che si rispetti e, insieme a "Troppe scuse" rappresentano il momento più pop-rock di questo secondo volume. L'altro momento altissimo è rappresentato da "Caleido", pezzo dal riff trascinante e dal ritornello assolutamente originale, un'elettricità esente da qualsiasi tipo di vena malinconica, quasi una novità all'interno della produzione di Alberto Ferrari e soci. Da segnalare  la chiusura danzante di "Waltz del Bounty", certamente più docile e scorrevole all'interno della complessa ragnatela di un'opera che se probabilmente fosse stata presentata tutta insieme in un disco doppio, non avrebbe reso ugualmente data la mole di pezzi e la durata dell'ascolto. In conclusione, possiamo dire che si tratta dell'ennesimo lavoro tecnicamente ineccepibile da parte del trio bergamasco, che con il suo rock visionario è riuscito negli ultimi anni ad accaparrarsi il favore della critica e l'amore di un numero sempre crescente di fan e ammiratori. Alla produzione testuale scarna ( mi si conceda ), la band riesce a sopperire con un impianto atmosferico-musicale di tutto rispetto che se ben adattato, è destinato a guadagnare moltissimo dal vivo. Il finale definitivo di Endkadenz lascia soltanto qualche dubbio sulla possibilità di crescita musicale dei Verdena che sono sempre stati in grado di spiazzare con i repentini cambiamenti di sonorità e di stile nel tentativo di non ripetersi, ma dopo le due opere immense di Wow ed Endkadenz è lecito domandarsi se riusciranno ancora nell'impresa. Ovviamente ce lo auguriamo e intanto ci godiamo una nuova perla.

Label: Blackout/Universal
Voto: 

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