giovedì 17 marzo 2011

Le maschere di Clara - 23 Ep (Recensione)

La musica è già arte di per sè ma quando una band esordisce con una simile copertina è il caso di rapportare la scelta al contesto del disco e di approfondire il discorso artistico. Prima di addentrarci nelle qualità musicali, vorrei spendere due parole sull'opera pittorica. Nel trittico "Il Giardino delle Delizie" (o "Il Millennio), la composizione più ambiziosa del pittore fiammingo Hieronymus Bosch, l'artista vuole rappresentare i motivi che distolgono l'uomo dalla salvezza. L'interpretazione più diffusa è quella moralistica-didascalica che, nel simbolismo dell'opera, trae significati profondi. Il pannello di sinistra mostra Dio nel terzo giorno della genesi intento alla creazione di Eva, evento base biblico dei mali del mondo. Al centro viene mostrato il peccato carnale, attraverso una vasta veduta fantastica di figure umane e animali. Infine a destra, la parte che a noi interessa di più, vi è il castigo del peccato: la dannazione, l'inferno, mostrati in una visione onirica e allucinata di strane creature grottesche.

Questo breve preambolo per assicurarvi che analizzando il trittico di Bosch si può meglio comprendere l'estetica del progetto "Le Maschere di Clara" dietro le quali si celano Lorenzo Masotto (pianoforte, basso, voce), Laura Masotto (violino, voce) e Bruce Turri (batteria, voce) che hanno scelto come cover per questo Extended Play d'esordio (realizzato in appena 5 giorni) la parte destra del trittico dell'artista olandese. Frutto di studi classici e una viscerale e carnale passione per il rock, questo trio mira e riesce con successo a legare due correnti così lontane ma allo stesso tempo idealisticamente molto vicine. Quattro tracce oscure e tormentate come gli inferi, cariche di significati profondi e didascalici quanto l'opera di Bosch. Un viaggio d'atmosfera che tende ad esplorare architetture astratte coinvolgendo in pieno l'ascoltatore. Immaginatevi un violino suonato come una chitarra elettrica militante nella miglior band noise-rock, sopra un drumming muscolare, ben spinto e un basso distorto ad inseguire l'arco, figura centrale di questo "quadro" in 4 fasi. Nella prima,"Porpora", vi è un agitazione e una scarica che fa pensare al grunge più agguerrito. Dopo l'intro movimentato parte il reading, altra caratteristica fondamentale di questo lavoro, con la voce di Laura Masotti che srotola frasi come un flusso di coscienza dottrinale; a balenare nella mente, in modo istantaneo, immagini poetiche e suggestive. "Mi culla la follia del tempo. Tuoni e lampi sulle nostre menti a spazzare via la rabbia. Ad accogliere le nostre labbra. Questa sinfonia di lacrime alienanti..." Cambi di tempo continui, prog, rock e cantautorato. Nella seconda fase "Frammenti" il reading iniziale di Lorenzo si evolve in un cantato tormentato e rabbioso degno del Godano più irato. "...Rumore seduce quiete. Sopra un letto di eufonia. Bramando di spezzare la logica del suono...". Come un monito alla dannazione infernale si distendono pensieri e suggestioni sonore. "Miseri voi che ingoiate frammenti di pura falsità..." Nella penultima fase "La Scala di Escher", l'unica traccia totalmente strumentale, assistiamo ad un gioco di percezioni uditive, melodie e rabbia che si susseguono in un crescendo di suoni viscerati con un ordine razionale nel raggiungimento di un climax ben studiato . Alla fine troviamo "Sogni Estinti" con voci sovrapposte ad apparire quasi come anime dannate, destinate a bruciare per l'eternità, che ammoniscono l'uomo sulla fine dell'esistenza "L'uomo è estinto, L'uomo è istinto, L'uomo si è distinto.. e l'uomo é estinto..."
Un lavoro ambizioso e sperimentale, originale e ben riuscito. Il titolo "23" (come nel film con Jim Carrey) è dovuto alla ricorrenza e alla persecuzione di tale numero nei confronti della band, che mentre firmava con la Jestrai, guardava l'orologio segnare le 23:23 e all'esterno vi erano 23 gradi. Rumore seduce quiete bramando di spezzare la logica del suono. Miseri voi che non presterete ascolto a questo disco. Miseri voi...

Label: Jestrai Records

Voto: ◆◆◆

"Scomparirò lasciando solo cenere..."

0 comments:

Posta un commento

 
© 2011-2013 Stordisco_blog Theme Design by New WP Themes | Bloggerized by Lasantha - Premiumbloggertemplates.com | Questo blog non è una testata giornalistica Ÿ