mercoledì 18 maggio 2011

The Chemical Brothers - Hanna O.S.T

Daft Punk, Sonic Youth, Trent Reznor, che si anche accaparrato l'Oscar per il suo lavoro in 'The Social Network', ormai sembra che sempre più figure di spicco del panorama musicale si affaccino alla composizione di colonne sonore. E chi quindi meglio dei Chemical Brothers, sempre pronti a concentrarsi sull'elaborazione ed il connubio tra audio e video come avvenuto anche nel loro ultimo lavoro 'Further', potevano dedicarsi alla colonna sonora di 'Hanna', ultimo film di JoeWright, regista londinese e loro caro amico d'infanzia. Il regista di 'Espiazione' questa volta si è trovato a girare un thriller ambientato in Germania, nel cui cast spuntano Cate Blanchette e Eric Bana. Ascoltare, e soprattutto giudicare, una colonna sonora è sempre molto difficile, soprattutto senza aver davanti l'elemento video. Devo ammettere però che questo lavoro dei 'fratelli chimici' mi ha reso il lavoro molto più facile. Strettamente più collegato al lato visivo, come è giusto che sia per una colonna sonora, rispetto alle opere dei Sonic Youth e sopratutto dei Daft Punk, questo lavoro dei Chemical Brothers è da considerarsi come una delle loro migliori ultime uscite. Le tracce sono prodotte in maniera sopraffina, e proprio perchè per certi versi del tutto essenziali, si viene a notare ancor di più la cura per ogni piccolo particolare. Rispetto ad un lavoro 'standard' dei due londinesi c'è una percentuale più bassa di tracce sincopate e spinte, come è normale aspettarsi nella colonna sonora di un film del genere, ed aleggia di più una sensazione di suspense e di ansia, anche se ogni emozione suscitata dalla musica è strettamente legata al film. Le sensazioni suscitatemi dal lavoro di Trent Reznor per 'The social network', e cioè di trovami davanti ad 'un compitino ben eseguito', ma pur sempre un compitino, qui non ci sono. Qui ci sono i Chemical Brothers al loro massimo, pronti a condensare in queste 20 tracce quasi vent'anni di carriera e di esperienza.. Chill-out, ambient, passando per il trip-hop e per qualche leggero rimando all'electro-dance che li ha resi famosi. Non bisogna però dimenticare che di colonna sonora vera e propria si tratta e quindi bisogna intendere molte tracce come il 'semplice' accompagnamento delle immagini che corrono sullo schermo e non create per esistere da sole, cosa che invece avviene in molte colonne sonore. Un album è una cosa, una colonna sonora è altro.. ma se una colonna sonora ti fa venir voglia di vedere un film ancor non visto, allora sicuramente ci troviamo davanti ad un'opera importantissima.

Label: Motion Picture Soundtrack

Voto: ◆◆




1 comments:

Alessandro "Mister" Violante ha detto...

Non sono dello stesso avviso. Premettendo che ho perso molto interesse verso i Daft da quando si sono resi incapaci di pubblicare nuovi dischi di inediti, simbolo di un grande vuoto creativo impossibile da colmare, al contrario i Chemical nel bene e nel male hanno sempre dimostrato di avere molte idee e di riuscire a sfornare dischi sempre molto diversi, tenendo però conto del fatto che da We are the night in poi hanno cominciato a fare dischi a mio parere troppo vicini a esercizi stilistici, che comunque, e per carità aggiungerei, comunque suonano bene. Il punto non è la musica, perchè chi fa musica in questo modo per tanti anni, non può permettersi di fare dischi loffi, ma che i migliori dischi dei Chem hanno tutti una grande impronta soprattutto mentale e concettuale. We are the night, Further e questo non possono secondo me dire lo stesso. La rincorsa a un modello kraftwerkiano-elettro spazuale è oggi solo esercizio stilistico, che con rispetto eterno per i nostri tedesconi, suona vecchio e inartuale, e quale peggiore errore per i fratelli chimici. Però suonano sicuramente bene e continuerò a tirare fuori i 20 euro per comprare Hanna. Una direzione che, se ripenso ai loro lavori fino a Push the button, non mi sembra un granchè. E poi le OST fanno male agli artisti elettronici. Gli Underworld ne sono usciti dopo un periodo molto piatto, i Daft ormai sono nella valle del non ritorno. I Chemical dopo una dozzina di anni di ascolto, non li capisco più molto. Nonostante ciò lo acquisterò.

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