venerdì 20 maggio 2011

Danger Mouse & Daniele Luppi - Rome (Recensione)

È di pochi giorni fa l'uscita di Rome il nuovo disco di Danger Mouse prodotto e realizzato insieme a Daniele Luppi e risultato di cinque anni di lavoro. Alla realizzazione del disco hanno partecipato molti degli esecutori (superstiti) che suonavano gli spartiti di Morricone negli anni ’60 e ’70 (nella canzone Theme of Rome, ad esempio, si riconosce la voce di Edda Dell’Orso, il soprano della colonna sonora del Buono, il Brutto e il Cattivo).
Il disco è composto da quindici canzoni per poco più di trentacinque minuti di musica, fatto che già la dice lunga sulla lungimiranza di Danger Mouse, al secolo Brian Joseph Burton, uno che il circuito commerciale lo conosce e non poco (si vedano i successi alla produzione di Gnarls Barkley e Gorillaz). Non c'è traccia di intenti caricaturali, possibilità sventata grazie sopratutto all'apporto di Daniele Luppi: equilibrio è la parola d'ordine perfetta per questo lavoro, in bilico tra fascino per un modo di produrre musica antico e freschezza e riconoscibilità pop, con l'iniezione di voci del circuito mainstream, come quelle di Jack White & Nora Jones; per quest'ultima l'album ce la regala davvero a livelli altissimi, messi davanti alla possibilità di godere delle sue qualità vocali e interpretative senza la scusa dettata dall'odiosa pratica dello sminuisci il mainstream a tutti i costi. Lo stesso discorso vale anche per Jack White, che si fida lasciandosi guidare su spettri vocali a lui inusuali. C'è da dire che a un primo ascolto le due voci che si alternano nei vari brani dell'album sembrano avere qualcosa che non va. Proseguendo sei, dieci, quindici volte (vista la complessità e allo stesso tempo la piena fruibilità del disco) in giorni successivi si scopre altro: quella sensazione di straneamento iniziale acquista forma e senso; l'album e le voci e le atmosfere rivendicano uno spessore crescente, espandendosi nella testa nei momenti di non ascolto. I due performer compenetrano letteralmente la musica che in un lavoro del genere, visti gli ideatori/realizzatori, dovrebbe riservarsi il solo ruolo da protagonista; il tutto si fonde e l'amalgama ci restituisce qualcosa che riserva la sua bellezza nascosta dietro la nostra pigrizia, davanti al bisogno di cose belle e piene che abbiamo. La cura del creare esige un impegno che a volte può rivelarsi implacabile ma che nella sua altra faccia si rivela non come mero piacere ma piena soddisfazione. È questa la più genuina delle dimostrazioni di come una serie di canzoni, legate l'una all'altra da un chiaro intento si trasformino in qualcosa di più, qualcosa che scacciare dalla testa diventa davvero difficile. La sensazione è che l'album sia costruito si, ma non a tavolino, bensì come se il buon Danger Mouse giocasse a scacchi su più tavoli contemporaneamente: con i suoi collaboratori, con il tanto vituperato mercato e anche con noi ascoltatori, più o meno attenti. Quello che infine colpisce è la capacità di servirsi di ogni mezzo possibile per confezionare un risultato tanto meritevole: una capacità da artigiano di razza che non ci è dato riscontrare in altri interpreti del suo genere qui e ora.

Label: Capitol
Voto: ◆◆◆◆◇

E per finire gustatevi il video interattivo realizzato da Chris Milk in collaborazione con i Google Creative Labs qui.

1 comments:

Daniele ha detto...

mi ha sconvolto questo cd!.......anche la rece ;)

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