giovedì 25 agosto 2011

Maryposh - La luna insegue il sole (Recensione)

Dopo un incessante attività live e un Ep, "Controvento", è la volta del vero e proprio esordio per la band veneta dei Maryposh, attiva sin dal 2006. Un rock ben ancorato alle sonorità degli anni '90, alleggerito dalla gentile e vellutata voce di Veronica Marchi (nota per la sua carriera solista) e da elementi psichedelici quali il rhodes o il violino di Laura Masotto (già comparsa su queste web-pagine), trascinati dalle incursioni elettriche di Diego Spezie, maggior autore dei brani e dal drumming muscolare di Bruce Turri. Una buona amalgama tra una forte vena pop, concretizzata nei toni pacati e armoniosi delle melodie, e l'energia primordiale e istintiva del rock che, partendo dalle strutture post-grunge di "Angelo Nero", delinea un'opera dalle suggestioni molteplici seppur in parte inflazionate. "Guinzaglio" cita apertamente (almeno si spera in caso contrario si è in zona plagio) l'intro di "Vicarious" dei Tool (che a loro volta citassero i Goblin?) e si rivela, nel suo prosieguo, come il brano più mantrico nella ripetizone convulsa "Voglio non voglio questo guinzaglio al collo" Brani come "Conformista" e "Gelosia" sono i perfetti esempi dell'intesa tra il pop cantautorale più diretto e l'energia oscura del rock, sopratutto grazie all'ottimo uso del violino di Laura. "Giunco", il quale videoclip, fu realizzato per la regia di Paolo Izzo già nel 2008, è la traccia più rilassata nella sua crescita composta e accompagnata dall'ottima esecuzione degli strumenti che ben fanno da cornice alla voce di Veronica, rendendo il brano meno scontato di quello che potrebbe apparire. "Purezza" è il brano più spinto nei picchi d'acidità di violino e rumoristica (Daniele Campolungo) mentre "Odio e Ragione" si instaura oscura e riflessiva per tutta la sua scalata atmosferica.

Una band, i Maryposh, facilmente accostabile per certe sonorità agli Psychovox di Laura Spada.
In conclusione nulla di nuovo sotto il sole. Eppure "La Luna insegue il Sole" si dimostra un lavoro ben compiuto, nel quale, le diverse anime ed esperienze dei musicisti coinvolti nel progetto, sembrano trovare valvola di sfogo in una prova a tratti irrequieta e sempre sovrastata da una nuvola di malinconia poetica che riesce spesso a coinvolgere nella forte emotività elargita.

Label: Totally Unnecessary Records

Voto: ◆◆◆◇◇

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